L'Asia sta sprofondando dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato il dispiegamento di truppe nelle due regioni separatiste nell'Ucraina orientale a poche ore di distanza dal loro riconoscimento come indipendenti, accelerando una crisi che l'Occidente teme possa scatenare una grande guerra. Alle ore 7:00 italiane il Nikkei cede l'1,8%, l'Hang Seng il 3,2%, Shanghai l'1,36%. L'oro corre (+0,66% a 1.912 dollari l'oncia), il petrolio Wti americano guadagna il 3% a 93,86 dollari il barile. Poco mosse le valute (euro a 1,1302, yen a 114,25, sterlina a 1,3590), così il T bond usa decennale (1,87%), mentre i futures su Wall Street sono in deciso ribasso (-1,6% l'S&P 500, -2,32% il Nasdaq).
Un testimone dell'agenzia Reuters ha visto carri armati e altri mezzi militari muoversi attraverso la città di Donetsk controllata dai separatisti dopo che il presidente Putin ha formalmente riconosciuto le regioni separatiste e ha ordinato il dispiegamento delle forze russe per "mantenere la pace". Cinque carri armati sono stati visti in una colonna alla periferia di Donetsk e altri due in un'altra parte della città, ha riferito un giornalista della Reuters. Nessuna insegna era visibile sui veicoli.
Ieri sera l'Ue, con la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha anticipato che applicherà le sanzioni alla Russia e il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha firmato un decreto a sua volta sulle sanzioni per il riconoscimento da parte della Russia della sovranità delle Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk (LPR e DPR). Il documento, tra l'altro, stabilisce il divieto per gli americani di finanziare e investire in quelle aree oltre che nel commercio con le zone coivolte.
L'ordine esecutivo di Biden vieta "nuovi investimenti nelle cosiddette regioni DNR o LNR dell'Ucraina o in altre regioni dell'Ucraina che possono essere determinate dal Segretario del Tesoro, in consultazione con il Segretario di Stato, da un soggetto statunitense, ovunque si trovi". Inoltre viene introdotto un divieto sull'"importazione negli Stati Uniti, direttamente o indirettamente, di qualsiasi bene, servizio o tecnologia dalle regioni suddette", nonché sull'"esportazione, riesportazione, vendita o fornitura, direttamente o indirettamente, dagli Stati Uniti, o da un soggetto statunitense, ovunque si trovi, di qualsiasi bene, servizio o tecnologia alle regioni interessate".
L'ordine esecutivo conferisce all'amministrazione statunitense il potere di imporre sanzioni a individui che operano nelle Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk. Ieri, 21 febbraio, il presidente russo Vladimir Putin ha riconosciuto la sovranità delle due repubbliche ucraine. Sono stati firmati accordi di amicizia, cooperazione e assistenza reciproca con i loro leader.
Il rublo si è indebolito a quota 80,407 sul dollaro, ai minimi degli ultimi 15 mesi, avvicinandosi ai livelli visti l'ultima volta nell'ottobre 2020 dopo che il presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che riconosce ufficialmente le autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk nell'Ucraina orientale come entità indipendenti. Nel frattempo, il governatore della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina, ha spiegato che non ha ancora deciso quando riprendere gli acquisti di valuta estera, dato che la banca centrale ritiene che il rublo sia ancora molto volatile. Nella riunione dell'11 febbraio, la CBR ha alzato il tasso di riferimento di 100 punti base al massimo quinquennale del 9,5%, come previsto, mentre i membri del board hanno segnalato che potrebbero aver luogo ulteriori aumenti nelle riunioni future per controllare l'inflazione. (riproduzione riservata)