Analizzano ogni parola con perizia, studiano nei minimi dettagli le strategie più efficaci per veicolare la migliore immagine dei loro clienti. Spesso sono la ragione dietro il successo e l’hype di politici e imprese. Sono i maestri del lobbying, il cui ruolo sembra ormai essere diventato imprescindibile per chiunque faccia impresa o si dedichi all’impegno politico. La dimostrazione si trova nero su bianco sui bilanci dei primi gruppi italiani di Public Affairs e comunicazione strategica, che insieme hanno registrato un giro d’affari vicino ai 70 milioni di euro, di cui oltre 60 milioni in capo alle prime dieci società.
Secondo la classifica elaborata da MF-Milano Finanza in base ai bilanci del 2023 depositati alla Camera di Commercio, si è confermata al primo posto, come l’anno prima, la società Cattaneo Zanetto Pomposo & Co. che fa riferimento ai tre soci Alberto Cattaneo, Paolo Zanetto e Claudia Pomposo con sedi a Roma, Milano e Bruxelles. Fondata nel 2005 è stata, peraltro, l’apripista del nuovo polo dei corporate affairs, Excellera Advisory Group, messo in piedi con il sostegno del fondo Xenon Private Equity insieme a Community Group e a cui hanno preso parte anche Value Relations, Public Affairs Advisors, Barabino & Partners e Intwig. Nel 2023, Cattaneo Zanetto Pomposo & Co ha registrato un giro d’affari di oltre 16,5 milioni di euro, aumentando ulteriormente il dato ottenuto nel 2022 di 14,67 milioni (solo nel 2020 erano 9,25 milioni).
L’ebitda al 31 dicembre del 2023, al netto delle componenti di natura accessoria e straordinaria, si è attestato a 6,54 milioni di euro, per un ebitda margin del 40%. A seguito del perfezionamento dell’acquisizione della maggioranza delle azioni da parte del fondo Xenon, attraverso un veicolo societario, fusosi poi in Cattaneo Zanetto Pomposo & Co. con un’operazione di merger inverso, la società si è accollata il debito finanziario che ha portato ad avere un ammortamento dell’avviamento generatosi dall’operazione, portando così a un rosso di poco più di un milione di euro. Una condizione che però dovrebbe essere di passaggio, considerando i risultati ottenuti negli anni passati con profitti sopra i 4 milioni, raddoppiati rispetto a due anni prima.
Al secondo posto, si trova Comin&Partners, che a ottobre ha festeggiato i 10 anni dalla sua fondazione a opera da Gianluca Comin. La società guidata da Comin e da Elena Di Giovanni, Gianluca Giansante, Lelio Alfonso e Federico Fabretti, lo scorso anno ha registrato un giro d’affari di 15,8 milioni, incrementando ulteriormente il successo del 2022, quando i ricavi erano balzati a 14,67 milioni. Composta da oltre 80 dipendenti con un’età media di 32 anni, il gruppo ha registrato negli ultimi cinque anni un tasso di crescita medio annuo (cagr) del 17,3%. Nel tempo ha investito sulla formazione dei giovani, come dimostra l’Academy, creata per attrarre e formare nuovi talenti, ma ha anche rafforzato la propria presenza internazionale con partnership strategiche come con Must & Partners e No Com, aprendosi ai mercati di Bruxelles, Parigi e Madrid.
A chiudere il podio c’è poi la InRete di Simone Dattoli, che ha registrato ricavi a 10,36 milioni di euro (4 milioni in più di 4 anni fa), a cui vanno aggiunti anche 1,7 milioni di ricavi riferiti alla controllata InRete Digital. Un giro d’affari che si somma a un incremento dei profitti da 894 mila euro del 2022 a 1,348 milioni nel 2023. Balza in classifica Utopia Lab, guidata dal presidente e ad Giampiero Zurlo, che ha raggiunto i 7,55 milioni di ricavi (dai 5,61 dell’anno prima) tenendo dentro gli 1,028 milioni registrati da Utopia Bruxelles. A queste andrebbero poi aggiunti i fatturati delle società editoriali, tra cui figura la partecipazione (22,5%) in Base x Altezza, che edita Formiche, Formiche.net. Nel corso di quest’anno Utopia ha poi aperto alla tv: lo spinoff Urania Media, dopo essere sbarcata a Bruxelles con studi tv dedicati e una testata giornalistica multilingua, thewatcherpost.eu, ha dato vita a Urania TV (dedicata a istituzioni e imprese) sul canale 260 Dtt, acquisendolo da Forbes.
Sempre in alto e in crescita resta poi la Fb Associati di Fabio Bistoncini, con i partner, Annalisa Ferretti e Agnese Chiscuzzu, che ha raggiunto i 7,455 milioni di ricavi (erano 6,4 milioni nel 2022) e profitti vicini al milione. Nel corso del 2022 è nata Fb Benefit, diventata la prima società benefit in Italia nel settore lobbying, orientata a organizzazioni no profit, associazioni e in generale a soggetti che perseguono un impatto sociale positivo. Nel mentre la società ha continuato a evolversi, creando nel 2023 due nuove aree: Digital & Media Advocacy e Health Advocacy, in cui sono entrati come partner rispettivamente Pietro Raffa e Arianna Fanuli. È di quest’anno poi la joint venture con Nomisma, mentre a febbraio 2025 partirà la terza edizione del Master in Rappresentanza di Interessi Lobbying e Advocacy organizzato con l’università La Sapienza di Roma.
Al sesto posto per fatturato, con un balzo dei ricavi di un milione di euro in 12 mesi, si trova la Dini Romiti Consulting. Nel 2023, la società di consulenza fondata Francesco Dini e Roberta Romiti ha ottenuto un giro d’affari di oltre 3,25 milioni di euro, in aumento dai 2,33 milioni registrati l’anno precedente, e un utile di oltre mezzo milione di euro (511.319 euro) che proietta il gruppo al quarto posto per profitti. Una crescita importante, destinata a proseguire anche per l’anno in corso, con la previsione di un giro d’affari di 3,5 milioni. Tra le tante iniziative, nel primo trimestre del 2025 è prevista l’apertura di una sede a Bruxelles, che si aggiungerà a quelle di Roma e di Milano.
Non compare in classifica, perché appena sbarcata in Italia, Rud Pedersen, realtà presente in 18 Paesi europei con circa 600 persone e caratterizzata da un significativo trend di crescita. La società, guidata in Italia dal managing partner Luigi Ferrata, supporta clienti tra Roma e Bruxelles nell’attività di relazioni istituzionali e nell’individuazione delle principali opportunità di funding a livello nazionale ed europeo, sfruttando le potenzialità di un network internazionale e di un advisory board di cui fanno parte gli italiani Guido Rivolta e Massimo Romano. (riproduzione riservata)