I conti migliorano, ma Geely Automobile mette le mani avanti: la carenza di scorte di microchip e la nuova ondata di Covid-19 minacciano le vendite nei prossimi mesi, mettendo a rischio la possibilità di raggiungere gli obiettivi. Il conglomerato cinese, basato ad Hangzhou, nel primo semestre di quest'anno ha registrato un utile pari a 2,38 miliardi di yuan (367,20 milioni di dollari), in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando si era attestato a 2,3 miliardi di yuan. I ricavi sono aumentati del 22% a 45 miliardi di yuan, con le vendite di veicoli che sono salite del 19% a 630.237 auto.
Per Shi Ji, analista di Haitong International, i risultati sono stati migliori del previsto anche grazie alla riduzione dei costi. Geely Automobile sta anche sviluppando un nuovo marchio di veicoli elettrici chiamato "Zeekr", con una raffica di partnership con aziende tecnologiche, tra cui Baidu, alla ricerca di un posizionamento da leader come produttore di contratti Ev e fornitore di servizi di ingegneria. In vista di quest'obiettivo, la società, che vuole introdurre più modelli elettrici, è alla ricerca di finanziamenti.
Guardando alla fine dell'anno, Geely ha previsto di vendere 1,53 milioni di auto, +16% rispetto al 2020. L'azienda automobilistica ha ammonito, tuttavia, che il recente peggioramento della disponibilità di chip e la ripresa dei contagi da Covid-19 a livello globale potrebbero minacciare la performance delle vendite nei prossimi mesi, "minando così la possibilità di raggiungere gli obiettivi". L'intento è di espandere ulteriormente le esportazioni verso nuovi mercati come il sud-est asiatico e l'Europa occidentale, continuando ad aumentare la produzione di veicoli elettrici. (riproduzione riservata)