L'Asia viaggia per lo più in rosso, a parte il Nikkei (+0,13%), in vista dei dati sull'inflazione negli Stati Uniti che saranno pubblicati alla fine di questa settimana. Alle ore 7:15 italiane l'Hang Seng cede l'1,3% zavorrato dai titoli tech che scendono ai minimi degli ultimi 19 mesi (Alibaba -6,88%) per la paura che il governo degli Stati Uniti aggiunga altre società cinesi alla lista di controllo sulle esportazioni. L'Asx/200 australiano balza invece di oltre l'1% grazie ai titoli minerari.
L'oro è stabole a 1.820 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano sale appena da 91,52 dollari il barile, mentre i dollaro si rafforza sulle maggiori valute con l'euro che passa di mano a 1,1417 (-0,23%), lo yen a 115,49 (-0,34%), la sterlina a 1,3520 (-0,13%). Vendite sul T bond Usa decennale il cui rendimento sale dall'1,92% all'1,949%. I futures su Wall Street sono sopra la parità.
Il petrolio sta salendo mentre gli investitori rivolgono la loro attenzione ai colloqui sul nucleare iraniano che dovrebbero riprendere oggi. I gesti amichevoli di Washington e Teheran hanno suscitato un certo ottimismo sul fatto che le due parti si stiano dirigendo verso il rilancio di un accordo sul nucleare che porterebbe a una ripresa delle esportazioni ufficiali di greggio da parte del produttore del Golfo Persico e abbasserebbe i prezzi della materia prima. Nel frattempo, il benchmark statunitense (Wti) ha guadagnato oltre il 20% quest'anno, con gli analisti che prevedono che il petrolio raggiungerà i 100 dollari al barile grazie alla ripresa della domanda, unita al calo delle scorte e alle interruzioni dell'offerta. Anche i Paesi del cartello, l'Opec+, faticano a raggiungere gli obiettivi di estrazione (sono anni che non fanno adeguati investimenti) nonostante abbiano concordato un aumento dell'estrazione. Infine, restano alte le tensioni geopolitiche nell'Europa orientale: il presidente Usa, Joe Biden, ha affermato che il gasdotto Nord Stream 2 tra Russia e Germania non partirà mai in caso di invasione dell'Ucraina da parte di Mosca.
La spesa delle famiglie in Giappone è diminuita inaspettatamente dello 0,2% in termini reali rispetto all'anno precedente a dicembre, dopo un calo dell'1,3% un mese prima e contro le previsioni di mercato di un aumento dello 0,3%. Questo è stato il quinto mese consecutivo di contrazione dei consumi personali causata dalle preoccupazioni per la rapida diffusione del ceppo Omicron che potrebbe ostacolare la ripresa economica nell'ultimo trimestre del 2021.
Gli Stati Uniti hanno approvato la possibile vendita di 100 milioni di dollari di attrezzature e servizi a Taiwan per "sostenere, mantenere e migliorare" il sistema di difesa missilistica Patriot utilizzato rivendicata dalla Cina, secondo quanto ha detto ieri sera il Pentagono. Gli aggiornamenti al Patriot Air Defense System "aiuteranno a migliorare la sicurezza e aiuteranno a mantenere la stabilità politica, l'equilibrio militare, l'economia e il progresso nella regione", ha scritto il governo Usa in una nota.
"Questa proposta di vendita serve gli interessi nazionali, economici e di sicurezza degli Stati Uniti sostenendo i continui sforzi di Taiwan per modernizzare le sue forze armate e mantenere una capacità difensiva credibile", la spiegazione. I principali appaltatori sarebbero Raytheon Technologies e Lockheed Martin. Il ministero degli Esteri di Taiwan ha affermato di "aver accolto con favore" la decisione. (riproduzione riservata)