Dopo l'intervento, ieri, del governo cinese a sostegno dei listini e dell'economia, anche oggi l'Asia viaggia a buon ritmo, complice il complesso tentativo di accordo fra Ucraina e Russia. Alle ore 7:10 italiane, il Nikkei sale de 3,46%, Hong Kong del 5,2%, Shanghai dell'1,55% cercando di cancellare le forti perdite registrate nei primi due giorni della settimana. L'oro ha ripreso a marciare (+1,2% a 1,932 dollari l'oncia), il petrolio Wti americano pure (+1,9% a 96,85 dollari il barile), mentre le valute viaggiano laterali (euro a 1,1025, yen a 118,83, sterlina a 1,3150). Il mercato acquista il T bond Usa decennale, il cui rendimento passa dal 2,2% iniziale al 2,148%, mentre i futures su Wall Street stanno entrando in territorio positivo.
Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha accusato ieri sera le forze di Vladimir Putin di aver commesso "atrocità" in Ucraina e si è impegnato a inviare droni e migliaia di missili antiaerei e anticarro per aiutare a respingere l'invasione russa. La mossa è arrivata a seguito di un appello lanciato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Congresso Usa. A questo si è aggiunto l'intervento del procuratore della Corte penale internazionale, Karim Khan, che ha dichiarato di aver inviato una richiesta ufficiale alla Russia per un incontro con i rappresentanti delle agenzie competenti per discutere la situazione in Ucraina.
La Federal Reserve ha intanto alzato i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale e ha segnalato aumenti in tutte le sei riunioni previste quest'anno in modo da affrontare l'inflazione più veloce degli ultimi quattro decenni. Il governatore, Jerome Powell, ha respinto le richieste per un aumento di mezzo punto pecentuale, sarebbe stato il primo rialzo così intenso dal 2000, ma ha avvertito che questo potrebbe accadere in futuro. Inoltre Powell ha respinto i discorsi sulla possibilità di una recessione negli Usa facendo correre ieri il listino americano. I funzionari della Fed si sono impegnati poi a ridurre il bilancio di 8.900 miliardi di dollari, cresciuto molto dopo il Covid, in un "imminente incontro".
Un terremoto di magnitudo 7,3 ha colpito il nord del Giappone ieri, uccidendo due persone, ferendo alcune dozzine e facendo deragliare un treno ad alta velocità. Circa 2 milioni di edifici hanno subito un'interruzione della corrente. Le autorità di regolamentazione nucleare hanno affermato che è scattato un allarme antincendio presso la centrale nucleare Dai-ichi di Fukushima, anche se in seguito è stato stabilito che non c'era alcun incendio.
Liu He, il responsabile della politica economica generale della Cina e braccio destro del presidente Xi Jinping, ha promesso ieri che il governo "rilancerà l'economia nel primo trimestre, stabilizzerà il mercato azionario e sosterrà la quotazione dei titoli all'estero". Le borse hanno festeggiato, ma, "in mezzo a tanta euforia", scrive oggi Bloomberg, "l'Autorità di controllo sulla contabilità statunitense ha insistito sulla linea dura del delisting delle società cinesi quotate a Wall Street, dal momento che Pechino deve fornire un accesso completo agli audit dei gruppi che operano a New York".
Il vicepremier Liu He ha toccato anche un tema molto sensibile, che riguarda la stretta del governo sul settore tech, spiegando che il partito comunista "cercherà di risolvere i problemi che hanno afflitto il mercato, in particolare le preoccupazioni per la repressione tecnologica di Pechino". Il governo si è espresso anche sulle nuove politiche per gestire i rischi dei gruppi immobiliari. La Banca centrale cinese e l'Autorità di regolamentazione sulle banche e assicurazioni hanno seguito l'esempio del vicepremier a stretto giro impegnandosi a garantire stabilità al mercato dei capitali, con una politica monetaria "proattiva nel primo trimestre quando i nuovi prestiti cresceranno in modo appropriato". (riproduzione riservata)