Pfizer ha messo sul piatto 10 miliardi di dollari per acquisire Metsera, startup biotecnologica specializzata in farmaci per la perdita di peso. La decisione arriva al termine di un’intensa guerra di offerte con la danese Novo Nordisk, protagonista del boom mondiale dei trattamenti anti-obesità grazie a farmaci come Wegovy e Ozempic.
Dopo «un’attenta valutazione», Novo ha annunciato sabato 8 novembre di non voler rilanciare ulteriormente l’offerta, dichiarando che continuerà a esplorare opportunità coerenti con i suoi obiettivi strategici e di rendimento.
Secondo i termini dell’accordo, Pfizer pagherà fino a 86,25 dollari per azione Metsera, di cui 65,60 dollari in contanti e ulteriori 20,65 dollari legati al raggiungimento di specifici traguardi clinici e regolatori.
Così finisce una guerra di offerte tra due delle più grandi realtà farmaceutiche al mondo, entrambe interessate a Metsera come possibile soluzione ai rispettivi problemi. Novo, che aveva presentato un’offerta su Metsera a ottobre, ha cercato di reggere la concorrenza della statunitense Eli Lilly & Co. e di rilanciare il prezzo delle azioni in calo, mentre Pfizer ha cercato un modo valido per entrare nel fiorente mercato dell’obesità dopo diversi tentativi falliti con farmaci dimagranti.
Alla fine, è stato il governo degli Stati Uniti a giocare il ruolo determinante nel decidere quale azienda avrebbe prevalso. E ha scelto un gruppo Usa con sede a New York come del resto Metsera, chiudendo la strada all’Europa con la danese Novo.
Un’acquisizione da parte di Novo avrebbe comportato «rischi legali e regolatori inaccettabili per Metsera e i suoi azionisti» a causa delle preoccupazioni antitrust statunitensi, ha spiegato Metsera venerdì, citando una telefonata con la Federal Trade Commission (Ftc) sugli eventuali rischi sull’accordo proposto da Novo. Per quanto riguarda Pfizer, l’azienda aveva già ottenuto l’approvazione della Ftc per la sua offerta.
Per Pfizer l’acquisizione rappresenta un passo cruciale per entrare nel mercato dei farmaci anti-obesità, stimato a 100 miliardi di dollari entro il 2030. L’amministratore delegato Albert Bourla, noto per la sua aggressiva strategia di M&A, punta a compensare il calo delle vendite dei prodotti legati al Covid-19 e a contrastare la perdita di oltre 15 miliardi di dollari prevista per la scadenza di vari brevetti entro il decennio.
Il colosso americano ha infatti sofferto negli ultimi due anni: le azioni Pfizer sono dimezzate dopo il picco pandemico e i suoi tentativi di sviluppare internamente un farmaco anti-obesità si sono rivelati fallimentari. L’acquisizione di Metsera offre ora una nuova possibilità di rilancio, grazie a tre farmaci sperimentali che promettono efficacia simile o superiore ai trattamenti esistenti, ma con minori effetti collaterali e somministrazioni meno frequenti.
Fondata nel 2022, Metsera si è imposta rapidamente come uno degli attori più promettenti nel campo dei farmaci per la gestione del peso. Le sue terapie potrebbero competere con Wegovy di Novo Nordisk o Zepbound di Eli Lilly, offrendo soluzioni più tollerabili per i pazienti.
La contesa tra Pfizer e Novo è iniziata a settembre, quando la prima aveva lanciato un’offerta su Metsera per 70 dollari ad azione. Novo ha poi presentato un’offerta superiore a ottobre, scatenando una vera e propria guerra sul prezzo. Pfizer ha tentato senza successo di bloccare l’offerta concorrente in tribunale, ma alla fine ha rilanciato, vincendo anche grazie all’intervento della Ftc..
Le azioni Metsera sono schizzate del 150% dall’annuncio della prima proposta di Pfizer, toccando 83,18 dollari a New York, per una capitalizzazione di 8,75 miliardi. Con questa mossa, Pfizer vuole giocare un ruolo di primo piano nella nuova generazione di terapie anti-obesità, un settore sempre più strategico per la salute pubblica e per i bilanci dell’industria farmaceutica globale. La chiusura ufficiale dell’acquisizione è prevista subito dopo l’assemblea degli azionisti di Metsera, fissata per il 13 novembre. (riproduzione riservata)