Nessuna apertura da parte della Russia alla tregua incondizionata chiesta dall’Ucraina, ma la disponibilità delle due parti a un importante scambio di prigionieri. Sono questi i risultati dei colloqui tra le delegazioni dei due Paesi che si sono svolti il 2 giugno a Istanbul. Kiev ha proposto di tornare al tavolo negoziale entro la fine di giugno.
Per Russia e Ucraina è il secondo tentativo di trattativa dopo il round di negoziati di metà maggio, anche in quel caso nella capitale della Turchia. Secondo un portavoce del ministero degli Esteri turco l’incontro «non si è concluso negativamente».
Il primo vice ministro degli Esteri ucraino, Sergei Kyslytsia, ha detto che la Russia ha respinto l’offerta di Kiev di un «cessate il fuoco incondizionato». Il Cremlino ha offerto invece una tregua di due o tre giorni lungo certi settori del fronte.
In più, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato dal B9 in corso a Vilnius che i negoziati hanno incluso discussioni su uno scambio di prigionieri di guerra. «Abbiamo scambiato documenti e stiamo preparando una nuova liberazione di prigionieri», ha precisato Zelensky.
Nello specifico, Ucraina e Russia hanno concordato di scambiare i prigionieri di guerra feriti o gravemente malati e di rilasciare i soldati prigionieri di età compresa tra 18 e 25 anni, come dichiarato da Rustem Umerov, ministro degli Esteri di Kiev che ha guidato la delegazione dell’Ucraina. Si tratta del «più grande scambio di prigionieri» dall’inizio del conflitto secondo Vladimir Medinsky, consigliere di Putin.
Inoltre, Kiev ha presentato a Mosca una lista di centinaia di bambini che sarebbero stati deportati illegalmente in Russia e di cui chiede il ritorno. «Abbiamo consegnato la lista ai russi, si tratta di centinaia di bambini. Aspettiamo risposte, è il momento che (i russi) dimostrino di essere in buona fede», ha scritto su Telegram Andrej Yermak, capo dell’ufficio del presidente Zelensky. La Russia ha replicato di aver ricevuto 339 nomi, ma respinge le accuse di deportazione: «Non c'è un solo bambino rapito», sostiene Medinsky «Se i genitori si presentano li riportiamo indietro».
Tuttavia, il ministro Umerov ha aggiunto che solo un incontro tra i leader dei due Paesi, Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, può sbloccare la situazione. «Le chiavi per risolvere il conflitto sono nelle mani dei leader», ha detto Umerov. (riproduzione riservata)