Il presidente americano Donald Trump fa marcia indietro sull’invito delle armi in Ucraina. Dopo la sospensione annunciata dalla sua amministrazione la scorsa settimana, nella notte italiana il tycoon ha annunciato che gli Stati Uniti invieranno più armi a Kiev. «Invieremo altre armi, dobbiamo farlo, devono essere in grado di difendersi», ha dichiarato Trump parlando con giornalisti prima della cena di ieri sera a Washington con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
«Stanno subendo attacchi molto pesanti, dovremo inviare più armi. Principalmente armi difensive, ma sono davvero, davvero sotto assedio», ha aggiunto. Dichiarazioni che hanno subito mobilitato il dipartimento della Difesa Usa secondo quanto dichiarato dal portavoce del Pentagono, Sean Parnell.
L’annuncio arriva pochi giorni dopo la Casa Bianca aveva deciso di sospendere la consegna di alcune forniture militari a Kiev, inclusi sistemi di difesa aerea, nell’ambito di una revisione delle spese militari e del supporto statunitense ai paesi esteri, firmata dal segretario alla Difesa Pete Hegseth.
La pausa arriva in un contesto complesso per Kiev. Le parole di Trump fanno infatti seguito al massiccio attacco aereo russo su Kiev del 4 luglio: 550 droni e missili lanciati in una sola notte, secondo le autorità ucraine, il più ampio dall'inizio dell'invasione russa nel 2022. Le forze russe hanno continuato ad attaccare l’Ucraina la notte scorsa con quattro missili antiaerei e 54 droni dio vario tipo, tra cui i kamikaze Shahed: lo ha reso noto su Telegram l'Aeronautica militare di Kiev, aggiungendo che 34 velivoli senza pilota nemici sono stati abbattuti o neutralizzati con sistemi di guerra elettronica. Nell’attacco sono state colpite cinque località.
La decisione annunciata lunedì da Donald Trump arriva a pochi giorni da una telefonata con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha definito il colloquio «molto importante e fruttuoso». In un post su X, Zelensky ha riferito che i due leader hanno discusso del potenziamento delle capacità di difesa aerea e concordato una cooperazione per rafforzare la protezione dello spazio aereo ucraino.
Nel frattempo, durante la cena alla Casa Bianca con il primo ministro israeliano Netanyahu, Trump ha espresso frustrazione nei confronti del presidente russo Vladimir Putin: «Non sono affatto contento del presidente Putin», ha detto Trump. L’ex presidente ha anche riferito di aver parlato telefonicamente con Putin giovedì scorso. «Sono molto deluso, perché non credo che sia disposto a fermarsi. Ed è un vero peccato», ha commentato. (riproduzione riservata)