L’attenzione è tutta rivolta al vertice di Pechino tra il presidente Usa Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping.
La guerra in Iran è uno dei temi caldi dell’agenda, ma quelli prioritari riguarderanno la situazione di Taiwan e gli sviluppi dell’intelligenza artificiale. Alle ore 17:15 il Brent scambia intorno ai 105 dollari al barile, il Wti americano si attesta sui 100 dollari.
Secondo un alto funzionario della marina Usa, la capacità dell’Iran di colpire i Paesi vicini del Medio Oriente è «drasticamente ridotta»
Poco dopo la conclusione dell’incontro tra Trump e Xi (finito intorno alle 13 ora italiana), il segretario di Stato americano Marco Rubio ha ribadito a Nbc che gli Stati Uniti non stanno «chiedendo l’aiuto della Cina» nella guerra in Iran. E ha aggiunto: «Non ne abbiamo bisogno». Rubio ha anche spiegato che Washington e Pechino sono d’accordo a opporsi allo sviluppo di armi nucleari da parte di Teheran.
Secondo l’agenzia iraniana Fars, i pasdaran avrebbero consentito a circa 30 navi cinesi di attraversare lo stretto di Hormuz. Un funzionario iraniano ha affermato che l'accordo è stato raggiunto a seguito di «un'intesa sui protocolli iraniani di gestione dello stretto».
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping hanno concordato che lo Stretto di Hormuz «deve rimanere aperto». Lo ha dichiarato la Casa Bianca in un post pubblicato su X, mentre i due leader sono riuniti a Pechino. «Le due parti hanno concordato che lo Stretto di Hormuz deve restare aperto per garantire il libero flusso delle forniture energetiche».
La Casa Bianca ha inoltre riferito che «il presidente Xi ha chiarito l'opposizione della Cina alla militarizzazione dello Stretto e a qualsiasi tentativo di imporre pedaggi per il suo utilizzo», aggiungendo che Pechino avrebbe espresso interesse ad aumentare gli acquisti di petrolio statunitense per ridurre in futuro la propria dipendenza dal transito attraverso Hormuz.
Entrambi i Paesi hanno infine concordato che l'Iran non dovrà mai dotarsi di un'arma nucleare.
Xi ha ribadito che Taiwan rappresenta la questione più importante nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina e che, se non gestita correttamente, potrebbe spingere i rapporti bilaterali verso una situazione «pericolosa». Pechino considera Taiwan — un'isola democratica autogovernata — parte integrante del proprio territorio, mentre il partito al governo a Taipei respinge questa rivendicazione. Xi ha chiesto poi se Usa e Cina siano in grado di affrontare insieme le grandi sfide globali per garantire stabilità internazionale e lavorare per «un futuro più luminoso» per l'umanità.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incontrato a Pechino il suo omologo cinese Xi Jinping, dando il via a un vertice che dovrebbe trattare temi come commercio, dazi, Taiwan e Iran, e che si concluderà venerdì.
Secondo le immagini trasmesse ufficialmente, Trump ha detto a Xi Jinping che le relazioni tra i due Paesi saranno «migliori che mai». Parlando poco prima di Trump, Xi ha sottolineato l’attenzione globale sull’incontro e ha affermato che una questione fondamentale per i due Paesi era se sarebbero riusciti a evitare la «trappola di Tucidide», cioè quel fenomeno per cui, in passato, le tensioni tra una potenza emergente e una al potere hanno spesso portato a una guerra.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che lo stretto di Hormuz è aperto alle navi mercantili a condizione che collaborino.
Dalla riunione dei ministri degli Esteri dei paesi Brics a Nuova Delhi Araghchi ha detto a Reuters che, «dal punto di vista di Teheran, lo stretto è accessibile a tutte le navi mercantili a condizione che si coordinino con le forze navali iraniane».
I media israeliani riferiscono che il premier Benjamin Netanyahu si è incontrato per diverse ore, lo scorso marzo, con il presidente degli Emirati Arabi Uniti ad Al Ain. Si sarebbe trattato, riporta Al Jazeera, di una «visita segreta», smentita dalle autorità emiratine.
Il Times of Israel, citando una fonte ben informata, ha riferito che Netanyahu ha incontrato il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, vicino al confine con l’Oman. La fonte ha affermato che l’incontro è durato diverse ore.
In precedenza, l’ex portavoce di Netanyahu, Ziv Agmon, aveva dichiarato di aver accompagnato Netanyahu nel Paese del Golfo. Agmon ha detto che Netanyahu è stato prima accolto «con gli onori riservati ai re» ad Abu Dhabi e poi accompagnato dal presidente degli Emirati Arabi Uniti nella sua «auto personale dall'aereo al palazzo». (riproduzione riservata)
Articolo in aggiornamento