Attesa per i negoziati tra Stati Uniti e Iran che dovrebbero porre fine alle ostilità in Medio Oriente. Le due delegazioni si incontreranno nella capitale del Pakistan Islamabad. Teheran condanna i raid israeliani sul Libano che hanno provocato oltre 180 morti e 890 feriti.
Ore 20:00 Khamenei: ora risarcimenti e nuova gestione di Hormuz
Ore 19:00 Prima petroliera non iraniana ha attraversato Hormuz
Ore 18:30 – Mattarella: Libano sotto tempesta di bombardamenti devastanti
Ore 18:00 - Israele-Libano: nessun cessate il fuoco, ma negoziati diretti la prossima settimana a Washington
Ore 17:00 – Rutte: Su Hormuz la Nato presente se sarà d’aiuto
Ore 15:30 - Premier libanese al Pakistan: includere Beirut nella tregua
Ore 15:10 - Nato, Trump chiede impegni agli Alleati
Ore 14:30 - L’Iran farà passare 15 navi al giorno da Hormuz
L’Iran pretende risarcimenti per la guerra iniziata da Stati Uniti e Israele, e una nuova modalità di gestire lo stretto di Hormuz. A chiarirlo è stato l’ayatollah Mojtaba Khamenei, in un messaggio per il 40esimo giorno dall’uccisione del padre, Alì Khamenei. «Sicuramente pretenderemo il risarcimento per ciascuno dei danni subiti e il risarcimento per il sangue dei martiri e il compenso per le ferite dei veterani di questa guerra», ha scritto. «E sicuramente porteremo la gestione dello Stretto di Hormuz a una nuova fase», ha spiegato lanciando poi un monito ai Paesi del Golfo Persico a prendere le distanze dagli Stati Uniti e avvicinarsi all'Iran. «Ai vicini del sud dell'Iran dico: state assistendo a un miracolo, quindi osservate bene, comprendete e posizionatevi nel posto giusto e diffidate delle promesse menzognere dei diavoli malvagi», ha scritto. «Aspettiamo ancora una reazione adeguata da parte vostra per poter mostrare la nostra fratellanza», ha aggiunto, ma «questo non accadrà se non prendete le distanze dai superbi arroganti».
L’ayatollah ha, infine, rivendicato la vittoria dell’Iran nella guerra contro Israele e Stati Uniti. «Oggi e fino a questo punto dell’epica Terza Difesa Sacra, si può dire con audacia che voi, nazione eroica dell'Iran, siete stati i vincitori indiscussi di questo campo», ha concluso.
La petroliera "Msg", battente bandiera gabonese, è divenuta la prima nave non iraniana ad attraversare lo Stretto di Hormuz e a lasciare il Golfo, secondo i dati di tracciamento marittimo del sito web MarineTraffic. La nave, che trasporta 6.941 tonnellate di olio combustibile (44.000 barili) caricate il 28 febbraio a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, è diretta alla Aegis Pipavav, in India. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco sono transitate altre due petroliere iraniane e sei portarinfuse.
«Non posso non ricordare quanto avviene in Medio Oriente, quanto avviene in questo momento in Libano, un Paese indipendente con un nuovo presidente, un nuovo governo che sta procedendo a una stabilizzazione crescente del Paese e anche con una progressiva riduzione e disarmo di Hezbollah e che oggi è sotto la tempesta di bombardamenti devastanti, come ieri avvenuto». Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in conferenza stampa a Praga con il presidente della Repubblica Ceca, Petr Pavel. E ancora sulla Nato: «L’alleanza atlantica è interesse di entrambe le sponde, sia Usa che Ue. È interesse bilaterale e le sue ragioni storiche si stanno accrescendo e non diminuendo».
Al momento non c’è alcun cessate il fuoco in Libano, ma Israele e Libano avvieranno negoziati diretti la prossima settimana a Washington, sotto mediazione statunitense. La delegazione americana sarà guidata dall’ambasciatore in Libano Michel Issa; Israele sarà rappresentato dall’ambasciatore a Washington Yechiel Leiter, il Libano dall’ambasciatrice Nada Hamadeh-Moawad. La decisione di negoziare è stata confermata dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dopo sollecitazioni del presidente Trump e dell’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, che hanno chiesto di ridurre gli attacchi in Libano per favorire i negoziati con l’Iran.
Se la Nato potrà aiutare a garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, «ovviamente sarà presente, non c’è alcun motivo per cui non possa essere utile. Naturalmente, lo faremo se sarà d'aiuto». Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in una discussione al Ronald Reagan Institute, a Washington. Secondo Rutte, è necessario procedere «passo dopo passo, ma con rapidità»: «il passo che si sta compiendo ora è che questa coalizione di 35 Paesi, che si sono riuniti a livello militare lo scorso martedì, inizi a fare una pianificazione dettagliata su quale potrebbe essere questa missione», ha affermato il Segretario generale. Inoltre, per Rutte è giusto procedere gradualmente anche perché «nella Nato ciò richiede un accordo tra tutti gli alleati. E qui la struttura esatta è meno importante della rapidità: direi che in questo caso la velocità conta più della perfezione», ha concluso.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha telefonato all’omologo pakistano Shehbaz Sharif chiedendo di «confermare che il cessate il fuoco includa il Libano per prevenire il ripetersi degli attacchi israeliani a cui si è assistito ieri». Israele e gli Stati Uniti hanno affermato che la tregua non include il Libano.
Il premier pakistano ha «condannato con forza» gli attacchi israeliani, assicurando che il Pakistan è «impegnato in sinceri sforzi per la pace nella regione».
Il segretario generale della Nato Mark Rutt ha informato alcune capitali che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vuole impegni concreti entro i prossimi giorni per aiutare a proteggere lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Times of Israel, secondo quanto riferito da due diplomatici europei a Reuters.
L’Iran consentirà il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz a non pià di 15 navi al giorno. Lo ha riferito la Tass citando una fonte iraniana di alto livello.
«Il diritto internazionale prevede la libertà di navigazione: nessun pagamento o pedaggio di alcun tipo». Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, rispondendo a una domanda sulla possibilità che l'Iran stabilisca un pedaggio per le navi che attraverseranno lo Stretto di Hormuz. «Lo Stretto di Hormuz, come qualsiasi altra via marittima, è un bene pubblico per tutta l’umanità», ha aggiunto.
Solo quattro navi, di cui nessuna petroliera o gasiera, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo la tregua secondo il New York Times. Nei cinque giorni precedenti ne erano passate in media nove al giorno.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato in post su X l’uccisione nei raid in Libano di Ali Youssef Kharshi, consigliere personale e nipote del segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem.
Allo stesso tempo «le Forze di difesa israeliane hanno colpito una serie di infrastrutture terroristiche nel Libano meridionale: valichi utilizzati per il transito di migliaia di armi, razzi e lanciarazzi, nonché depositi di armi, lanciarazzi e quartier generali di Hezbollah», ha aggiunto.
Il responsabile nucleare iraniano ha affermato che le richieste degli avversari di limitare il programma di arricchimento dell’uranio del Paese non avranno successo. Il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran Mohammad Eslami ha affermato che tali appelli sono «illusioni».
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha dichiarato che i partner europei e di altri Paesi stanno «finalizzando» i piani per scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz una volta che i combattimenti saranno effettivamente cessati. Secondo il presidente Emmanuel Macron circa 15 Paesi sono pronti a partecipare alla missione.
L’Iran ha chiuso nuovamente lo Stretto di Hormuz dopo i massicci raid israeliani di ieri in Libano. Teheran hanno fatto sapere che le navi che lo attraverseranno senza autorizzazione saranno «colpite e distrutte».
Questa mattina il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha sottolineato che la riapertura dello Stretto avverrà solo «dopo che gli Stati Uniti avranno effettivamente posto fine a questa aggressione».
L'ambasciatore iraniano in Pakistan Reza Amiri Moghadam ha cancellato il post che aveva pubblicato questa mattina su X riguardante i colloqui in programma con gli Usa a Islamabad. Moghadam aveva scritto che la delegazione del suo Paese sarebbe arrivata oggi nella capitale per avviare «colloqui seri» con gli Stati Uniti sulla fine della guerra e incontrare il vicepresidente JD Vance sabato.
La Casa Bianca sta studiando una serie di misure punitive per alcuni Paesi della Nato che, secondo Trump, hanno risposto negativamente alle sue richieste di aiuto in Medio Oriente. Lo rende noto il Wall Street Journal citando fonti governative.Tra le misure considerate ci sarebbe il ritiro delle forze Usa dai Paesi da bacchettare per trasferirle in altri che invece si sono dimostrati amici.
Anche il presidente francese Emmanuel Macron condanna «gli attacchi indiscriminati» di Israele in Libano, aggiungendo su X che «il Libano deve essere pienamente coperto» dalla tregua. Un appello analogo è arrivato dal ministro degli Esteri britannico Yvette Cooper.
Gli attacchi israeliani contro il Libano di ieri hanno rappresentato una «grave violazione» del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh alla Bbc. «Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca», ha detto il ministro. «Non si può chiedere un cessate il fuoco, accettarne i termini e tutte le aree a cui si applica, nominando specificamente il Libano, e poi lasciare che il proprio alleato dia inizio a un massacro».
Una delegazione iraniana si recherà oggi in Pakistan per avviare i negoziati con gli Stati Uniti sulla fine della guerra e incontrare sabato il vicepresidente JD Vance, come confermato dall'ambasciatore iraniano a Islamabad, Reza Amiri Moghadam su X.
L’ambasciatore ha scritto in un post che i colloqui si baseranno sui «10 punti proposti dall’Iran» anche se su alcuni di questi (il programma di arricchimento dell’uranio iraniano ma anche la gestione dello Stretto di Hormuz) le posizioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e di Teheran restano diverse. (riproduzione riservata)