La doppia causa mossa da Cdp contro Euronext inizia a sortire i suoi effetti. Sotto la guida dell’ad Dario Scannapieco, in forza di una quota di circa l’8% in Euronext, Cassa ha rivendicato potere decisionale in merito alla nomina dei top manager italiani di Borsa Spa, confermati nelle scorse settimane dal ceo della capogruppo, Stéphane Boujnah, in ragione dei risultati ottenuti. Cdp ha così presentato ricorso al Tribunale di Amsterdam, dove ha sede legale la holding dei listini europei, contro la decisione di primo grado avversa a Cdp. Al tempo stesso ha anche presentato ricorso d’urgenza al Tribunale di Milano in vista dell’assemblea dei soci della stessa Borsa Spa che si è tenuta ieri.
Cosa è successo nelle scorse ore a Palazzo Mezzanotte? Secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza, si è svolta in tarda mattinata l’assemblea che vede di fatto come unico socio Euronext. È stato approvato il bilancio 2025 e lo stacco dei dividendi, ma è stato rinviato attorno al 5-6 di maggio il punto cruciale dell’assise, quello cioè relativo al rinnovo del cda uscente. Questo perché il giudice italiano ha sentito martedì le ragioni delle parti per tre ore circa e ha poi preso tempo per riflettere sulla decisione da assumere nel merito. Verdetto che dovrà comunque essere a breve, forse già entro il primo maggio.
Al centro della questione, la volontà del ceo di Euronext, il francese Stéphane Boujnah, di confermare l’ad di Borsa Spa, Fabrizio Testa e la presidente Claudia Parzani, così come l’ad di Mts (la società che gestisce la transazione dei bond, a partire dai Btp), Angelo Proni. Una fiducia che si scontra con l’idea di Scannapieco di rinnovare i vertici della società nell’ambito della nuova tornata di nomine del governo, nonostante apprezzi l’operato del board uscente.
Il 27 aprile, poi, si è svolta anche l’assemblea di Mts a Roma, durante la quale è stato approvato il bilancio della società e lo stacco dei dividendi, mentre il rinnovo del board è stato rinviato al 5 maggio. Dai verbali del tribunale delle imprese di Amsterdam è emerso che Cdp vuole cambiare non solo l’ad di Borsa Italiana, quindi Testa, ma anche i vertici di Mts, in questo caso Proni.
Il tema, a tendere, è più ampio, dal momento che fra un anno scadrà il ruolo di ceo della stessa Euronext. Boujnah, dopo oltre 10 anni di guida del gruppo europeo, artefice della sua crescita a colpi di acquisizioni, ha già anticipato che non si ripresenterà per un ulteriore mandato. Sarebbe un’occasione storica per l’Italia di collocare un proprio manager alla guida di una piattaforma di listini (comprende Parigi, Milano, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Dublino, Oslo, Atene) dal momento che l’Italia incide molto sul fatturato del gruppo, attorno al 40%.
Sotto il profilo societario, quando Borsa Italiana venne ceduta a fine 2020 dal London Stock Exchange a Euronext per 4,4 miliardi, Cdp entrò come azionista con l’8% circa, le stesse quote che detiene la Cassa francese, mentre Intesa Sanpaolo ha in portafoglio un ulteriore 1,5% del capitale. Al momento di siglare i patti parasociali sei anni fa fra Cdp e Euronext, si stabilì che la nomina del presidente del Consiglio di sorveglianza sarebbe andata all’Italia. E infatti il ruolo è ricoperto da Piero Novelli, carica tuttavia con poche deleghe operative. Il ruolo che pesa è quello di Boujnah al quale Cdp già sei anni fa guardava con interesse.
Gli azionisti del gruppo sono riuniti in un patto parasociale che racchiude il 23,6% delle quote sommando Cdp (8,08%) e Caisse des Dépôts et Consignations (8,08%), Intesa Sanpaolo (1,55%), Société Fédérale de Participations et d’Investissement (il fondo sovrano del Belgio, che ha il 5,34%), mentre Abn Ambro ha lo 0,52%. (riproduzione riservata)