Dopo l’operazione in Venezuela contro il presidente Maduro, l’amministrazione Usa ora guarda alla Groenlandia come asset strategico. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il segretario di Stato Marco Rubio ha riferito ai legislatori che le recenti dichiarazioni della Casa Bianca non preludono a un’invasione imminente dell’isola, ma puntano piuttosto a un’ipotesi di acquisizione dalla Danimarca.
Il chiarimento è arrivato nel corso di un briefing al Congresso, nel quale Rubio avrebbe minimizzato l’uso della forza, sottolineando come l’opzione preferita dal presidente Donald Trump sia quella negoziale.
Il tema resta però sensibile. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha spiegato che il presidente sta «discutendo una serie di opzioni» per raggiungere l’obiettivo, incluso il ricorso allo strumento militare. L’acquisizione della Groenlandia, ha ribadito Leavitt, è considerata una priorità di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti, cruciale per contenere l’influenza dei rivali nella regione artica.
Accanto all’ipotesi di acquisto, Washington valuta quindi anche soluzioni alternative. Secondo indiscrezioni rilanciate dal New York Times, tra le opzioni allo studio ci sarebbe un trattato di libera associazione sul modello degli accordi già in vigore con alcune isole del Pacifico, che prevedono assistenza finanziaria in cambio di una presenza di sicurezza americana. In questa cornice, Rubio avrebbe informato le commissioni competenti del Congresso che Trump avrebbe chiesto un piano aggiornato per l’eventuale acquisizione, ribadendo che l’invasione non è l’esito auspicato. (riproduzione riservata)