Sale il rischio di una recessione in Usa. A meno di una settimana dall’annuncio di dazi reciproci da parte dell’amministrazione Trump, Goldman Sachs vede una probabilità ancora maggiore di una recessione negli Stati Uniti nel 2025: al 45% rispetto al 35% stimato nella settimana precedente.
Per Goldman Sachs «un brusco irrigidimento delle condizioni finanziarie, boicottaggi da parte dei consumatori stranieri e un continuo aumento dell’incertezza politica, che probabilmente deprimerà gli investimenti in conto capitale più di quanto avevamo ipotizzato in precedenza, sono i fattori che ci hanno spinto a stimare una maggior probabilità di recessione».
La banca d’investimento ha anche avvertito che l’attuale stima presuppone che molti dei dazi di Trump, che entreranno in vigore il prossimo 9 aprile, non vengano effettivamente applicati. Se, invece, venissero imposti, Goldman Sachs prevede di modificare la sua stima, con una recessione negli Stati Uniti entro il quarto trimestre di quest’anno.
Ora si aspetta per il quarto trimestre del 2025 un pil pari allo 0,5% negli Stati Uniti, inferiore rispetto alle previsioni precedenti. Al contempo, l’aumento dei timori di una recessione potrebbe spingere la Fed a tagliare i tassi di interesse prima del previsto e con margini più ampi. La banca Usa si attende tre tagli consecutivi precauzionali dei tassi di 25 punti base a partire da giugno, portando i tassi Usa al 3,5%-3,75%.
Ma in uno scenario di recessione, Goldman Sachs prevede che la Fed possa ridurre i tassi di circa 200 punti base nel corso del prossimo anno. lo stesso presidente della Fed, Jerome Powell, ha avvertito venerdì 4 aprile che i nuovi dazi di Trump sono più consistenti del previsto e che le ricadute economiche, inclusi un aumento dell’inflazione e una crescita più lenta, probabilmente saranno altrettanto rilevanti. (riproduzione riservata)