L’Unione europea sta pianificando una revisione della normativa sulle «concentrazioni di potere» - e quindi sulle fusioni e sulle acquisizioni - per limitare il potere singolo degli Stati membri di bloccare le operazioni di m&a societarie, nel tentativo di aiutare le aziende europee a raggiungere le dimensioni necessarie per competere con le rivali statunitensi e cinesi.
Lo scrive il Financial Times secondo cui la questione sarà discussa mercoledì 18 a Bruxelles, in seno alla Commissione nell’ambito di una più ampia revisione delle norme sulle concentrazioni. La decisione arriva dopo ripetuti richiami da parte dell’Ue nei confronti di più Stati Membri tra cui l’Italia, criticata per i diversi interventi in una serie di operazioni rilevanti, come nell’ambito dell’ops lanciata da Unicredit su Banco Bpm.
«Pur essendo tali interventi consentiti dai trattati e dalla normativa sulle concentrazioni per motivi come la sicurezza nazionale, in alcuni casi potrebbero aver ostacolato inutilmente i processi di crescita dimensionale», si legge in un documento di discussione della Commissione europea visionato dal Financial Times.
«Le linee guida riviste potrebbero quindi chiarire le circostanze in cui tali interventi sono giustificati, creando maggiore certezza per le imprese», aggiunge il documento, che dovrebbe essere discusso in Commissione mercoledì 18 nell’ambito di una revisione più ampia delle regole sulle fusioni.
Diversi casi recenti hanno alimentato le preoccupazioni: la Germania si è opposta all’acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit; la Spagna ha ostacolato una fusione tra Bbva e Banco Sabadell; mentre l’Italia ha utilizzato i cosiddetti «poteri speciali» nell’offerta di Unicredit per la rivale Banco Bpm. I funzionari europei temono che tali interventi rischino di frammentare il mercato unico e di compromettere gli sforzi per creare gruppi paneuropei in grado di competere a livello globale.
La revisione delle norme sulle fusioni è molto attesa da imprese e investitori che guardano a possibili future operazioni di consolidamento. Bruxelles insiste sul fatto che continuerà a vigilare contro un’eccessiva concentrazione del mercato, ma mira anche a favorire una «crescita dimensionale pro-competitiva che rafforzi la competitività globale dell’Europa», secondo il documento.
La commissaria alla Concorrenza, Teresa Ribera, ha più volte sottolineato che la sola politica sulle fusioni non può risolvere le sfide di competitività dell’Europa, indicando piuttosto la necessità di approfondire il mercato unico, in particolare in settori come le telecomunicazioni.
I leader europei dovrebbero intervenire nel dibattito durante il Consiglio europeo di giovedì 19. Pochi giorni prima, in una lettera inviata ai capi di Stato e di governo, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha affermato che le nuove regole «sosterranno fusioni che creano scala pro-competitiva, favoriscono l’integrazione del mercato unico e promuovono la nascita di operatori paneuropei». Ha aggiunto che le operazioni continueranno a essere esaminate per evitare la creazione di «monopoli o oligopoli, garantendo prezzi accessibili per le imprese e i cittadini dell’Ue». (riproduzione riservata)