General Motors rimodula la propria strategia sull’elettrico negli Stati Uniti e annuncia una nuova ondata di tagli occupazionali. Il gruppo di Detroit ha confermato che circa 1.200 dipendenti dello stabilimento Factory Zero, l’impianto dedicato ai veicoli full electric nell’area metropolitana di Detroit, saranno collocati in esubero con il passaggio a un solo turno produttivo a partire da gennaio. La decisione arriva dopo mesi di rallentamenti sulla catena dei modelli GMC Hummer EV e Cadillac Escalade IQ.
Altri interventi coinvolgeranno il polo della joint venture Ultium Cells per la produzione di batterie. Nel sito di Warren, in Ohio, 550 lavoratori saranno licenziati e 850 temporaneamente sospesi; a Spring Hill, Tennessee, scatterà una sospensione temporanea per 700 addetti. In entrambi gli impianti l’attività sarà fermata da inizio gennaio almeno fino a maggio per effettuare aggiornamenti che, secondo GM, renderanno più flessibile la produzione in base all’evoluzione della domanda.
I tagli non si fermano qui: lo stesso gruppo ha comunicato anche lo stop temporaneo per 45 occupati al Pontiac Metal Center, che fornisce componenti alla fabbrica di Detroit, e per 74 lavoratori dello stabilimento di Rochester, nello Stato di New York, dove si realizzano componenti per i sistemi di raffreddamento delle batterie.
La motivazione è legata al fatto che la domanda statunitense di veicoli elettrici sta rallentando. Il colosso Usa evidenzia come l’attuale scenario di mercato sia influenzato dal venir meno, da ottobre, di incentivi fiscali fino a 7.500 dollari per l’acquisto di veicoli elettrici e dalle modifiche regolatorie sulle emissioni. Un cambiamento del contesto che spinge le case automobilistiche a ritarare in modo significativo i piani sull’elettrico, orientandosi in alcuni casi verso una maggiore offerta di ibridi e modelli tradizionali ad alta marginalità. (riproduzione riservata)