Domani, 6 gennaio 2026, si chiude il Giubileo 2025. Dei 332 interventi complessivi previsti, 204 sono chiusi o parzialmente conclusi. In relazione al primo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) sul Giubileo sono stati «completati 110 interventi su 117». Ciò significa che è stato speso «il 90% delle risorse in riferimento agli interventi essenziali e indifferibili». Lo ha riportato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, nel corso della conferenza stampa di «Bilancio dell'evento giubilare» nella sala stampa della Santa Sede.
Un metodo di lavoro che infatti «non abbiamo intenzione di confinare al 2025», ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Se a marzo 2025 «l'ufficio europeo brevetti ha classificato l'Italia quinta come numero di brevetti depositati, undicesima nel mondo. Deposteremo un nuovo brevetto: il metodo Giubileo». Ossia «un metodo civile di condivisione del lavoro nonostante il differente orientamento politico delle singole istituzioni. Già «stiamo riproponendo il metodo Giubileo per affrontare tante sfide irrisolte, da Caivano ad altre aree di degrado agli interventi per la messa in sicurezza e la bonifica della terra dei fuochi, l'edilizia penitenziaria, il lavoro avviato per contrastare le varie dipendenze».
A Roma per il Giubileo sono arrivati 33,4 milioni di pellegrini da 185 Paesi per partecipare a 35 grandi eventi. Numeri che superano persino le stime di 31 milioni di pellegrini, fatte a inizio Giubileo, ha riportato monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l'Evangelizzazione, sezione per le Questioni Fondamentali dell'Evangelizzazione nel Mondo.
Al primo posto, tra i Paesi di provenienza, c'è l'Italia, al secondo gli Stati Uniti. I pellegrini arrivati per il Giubileo sono giunti nel 62% dei casi dall'Europa e poi dall'America del Nord con il 16%. (riproduzione riservata)