MILANO (MF-NW)--Chiusura sulla parita' per il Ftse Mib, che segna un frazionale progresso dello 0,01% a 29.154 punti. Il sentiment della seduta e' stato inizialmente sostenuto dalla decisione di Moody's di rivedere al rialzo di rating su alcuni titoli quotati a Piazza Affari, ma la pubblicazione dei dati macro Usa ha determinato il raffreddamento del mercato.
Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese di 24.000 unita' a 209.000, un dato che ha disatteso le attese del consenso di 228.000 unita'. Inoltre, gli ordini di beni durevoli, secondo la lettura preliminare di ottobre, sono scesi del 5,4% a livello mensile.
Il dato ha deluso il consenso degli economisti che si aspettavano una flessione pari al 3% m/m.
A Piazza Affari, B.Mps rimbalza di quasi il 2% a 2,884 euro dopo i cali della seduta di ieri, dovuti all'effetto tecnico della cessione del 25% delle quote da parte del Mef. Oggi gli analisti e la stampa hanno riacceso la discussione sui possibili scenari di consolidamento dell'istituto bancario, soprattutto dopo indicazioni secondo cui il Mef starebbe pensando di scendere di un ulteriore 10% dopo la pubblicazione dei conti dell'esercizio 2023 di Mps, finito il periodo di lock up.
L'agenzia di rating Moody's ha alzato di un notch i rating sul Monte, citando i progressi compiuti dalla banca nella ristrutturazione, della maggiore capacita' di generare utili e della riduzione del profilo di rischio, in un contesto operativo piu' favorevole. Le promozioni hanno interessato anche Banco Bpm (-0,63%, rating alzati di 2 notch e outlook confermato a stabile), Bper (-0,91%, rating confermati e outlook che passa da negativo a positivo), Mediobanca (+0,98%, rating invariati e outlook alzato da negativo a stabile) e Intesa Sanpaolo (+0,61%, rating confermati con outlook che passa da negativo a stabile). Riguardo a Unicredit (-0,36%), l'agenzia di rating ha migliorato la valutazione del merito di credito e del profilo finanziario complessivo al di sopra del rating sovrano italiano (Baa3). I segni meno nel comparto sono riconducibili a prese di profitto, in scia ai significativi rialzi registrati durante la stagione delle trimestrali, che hanno rilevato indicatori di performance in miglioramento su tutta la linea e non solo a livello di margine d'interesse.
Focus poi su Enel (-0,39% a 6,391 euro) nel Capital Market Day e dopo la presentazione del piano al 2026. Il gruppo prevede a fine 2026 un Ebitda ordinario in aumento tra i 23,6 e i 24,3 mld euro e un utile netto ordinario tra i 7,1 e i 7,3 mld euro. Il dividendo per azione fisso minimo e' pari a 0,43 euro per azione per il periodo 2024-2026. Inoltre, l'utility ha annunciato la firma di un accordo per la cessione di asset di generazione del gruppo in Peru' (per un corrispettivo di circa 1,4 mld usd) e un'accelerazione sulle rinnovabili, prevedendo di raggiungere i 73 GW di capacita' a fine 2026 dai circa 63 a fine 2023.
Infine, vendite diffuse sui titoli oil, in scia alla brusca accelerazione al ribasso del prezzo del greggio dopo la posticipazione della riunione dell'Opec+ (Brent -3,83% a 79,29 usd, Wti -3,96% a 74,69 usd). Tenaris cede l'1,35%, Eni l'1,41% e Saipem lo 0,73%.
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2217:46 nov 2023