«God bless America, viva l’Italia». La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiuso così l’evento dell’estate romana: l’independence day ospitato a Villa Taverna dall’ambasciatore americano Tilman Fertitta. Un uomo che «condivide tanto con l’Italia» e con cui la premier è certa di poter «fare un lavoro molto importante per entrambi i Paesi».
Certezza condivisa anche da Fertitta. Nel parlare a margine dell’evento, l’ambasciatore ha detto di aver avuto, nell’ultimo anno, «il piacere di incontrare la premier Meloni a Mar a Lago con il presidente (Trump, ndr) e il segretario Rubio» e di aver «capito quanto l'Italia sia fortunata ad averla come leader. Tutti gli americani la rispettano per la grande leader che è diventata».
«Sono onorata di essere qui a celebrare il giorno dell’indipendenza» un giorno simbolo «di appartenenza e dell’orgoglio di averne» ha detto la presidente Meloni. «Contenta di essere presente per ribadire la forza e la solidità dei rapporti tra Italia e Stati Uniti: due nazioni sorelle unite da un rapporto unico».
Parlando alla platea, con accanto i vicepremier Salvini e Tajani, Meloni ha raccontato che «con il presidente Trump siamo sempre partiti nei nostri colloqui ricordando questo legame straordinario. Un punto di partenza per rendere questo legame ancora più forte». E su cui la presidente non ha mai nutrito dubbi. Anzi.
«Su molte questioni Italia e America parlano la stessa lingua. Un elemento molto positivo soprattutto nel complesso quadro internazionale che stiamo affrontando. È un bene per la forza e l’unica per la compattezza dell’Occidente, condizione imprescindibile per affrontare tutte le grandi sfide del nostro tempo. E lo è, a maggior ragione, quando il punto di vista non è perfettamente coincidente. I nostri legami si fondano sulla lealtà e sul rispetto reciproco: la forza di uno è anche automaticamente la forza dell’altro», ha concluso la premier. (riproduzione riservata)