Il Piano nazionale di ripresa e resilienza "rappresenta il presente e soprattutto il futuro per il nostro Paese". Una grande opportunità per l’Italia "solo se ci sono tutte le condizioni ottimali per coglierla". Invece, in caso di inadeguata implementazione, il Pnrr sarebbe "la nostra condanna definitiva perché ci resterebbe sulle spalle solo un enorme debito da restituire, senza aver generato sviluppo, ricchezza ed occupazione". Così recita una nota del deputato di Forza Italia, Sestino Giacomoni.
Nella pratica, quindi, il presidente della Commissione di Vigilanza su Cassa depositi e prestiti (Cdp) propone diversi passi per "rendere più agevoli le procedure per investire bene e nei tempi stabiliti i fondi del Pnrr, creando così sviluppo, ricchezza e lavoro".
Per "evitare che lungaggini procedurali rallentino o blocchino progetti importantissimi per il Paese" è necessario "coinvolgere subito tutti gli attori in campo", in particolar modo i Comuni. L’ingrediente "fondamentale per semplificare e accelerare realmente le procedure per l’impiego delle risorse messe a disposizione dal Pnrr" è la discontinuità con il passato, concetto che Giacomoni ha ripreso apertamente dalla dichiarazione di Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cdp, durante l’assemblea annuale dell’Anci.
Tale discontinuità insieme "al mio emendamento approvato al dl infrastrutture che consente alla pa di usufruire dell’assistenza e del sostegno tecnico di Cdp al Pnrr" contribuisce a eliminare il timore che "ha la pa di operare e di prendere decisioni per non incappare in qualche violazione".
Infine, Giacomoni lancia un appello alla Corte dei conti: "Visto il suo ruolo, le sue competenze e le sue professionalità dovrebbe intervenire ex ante affinché tutte le operazioni necessarie vengano espletate correttamente”. In questo modo l’istituto non dovrà intervenire ex post, "o meglio dovrebbe farlo solo nel caso di dolo rilevati". (riproduzione riservata)