Un avvio d’anno in accelerazione anche per i rendimenti delle gestioni patrimoniali in titoli (gpm) e in fondi (gpf). Le linee hanno archiviato il primo trimestre 2024 con un risultato medio del 4,12% dopo il +9,5% di tutto il 2023, poco distanti rispetto al +4,20% dei benchmark. Le migliori hanno cavalcato i trend di questi primi mesi dell’anno a partire dalla gpf Alpi Metodo Pac Crytpo di Suedtirol Bank sulle criptovalute (+46,21% che si aggiunge al +116,67% del 2023). Sul podio con rendimenti oltre il 15% la gpm Robotics & AI Long Only di Gamma Capital esposta ai temi dell’intelligenza artificiale che fa + 18,05% dopo il +39,36% del 2023.
Seguono le gpm Multilinea Azionaria Italia e Attiva Azionaria Italia, entrambe di Bcc Risparmio & Previdenza e con lo stesso rendimento (16,13% che si somma al +32,71% nel 2023) e la linea in titoli Best Brands Long Only di Gamma Capital con il 15,09% (dopo il +27,81% del 2023). I dati emergono dall'analisi condotta da MF-Milano Finanza, che ha raccolto i rendimenti ottenuti nei primi tre mesi del 2024 dalle gestioni, in tutto oltre 350, offerte dalle principali banche, sim e sgr. Le performance sono state messe a confronto con i benchmark. Per ognuna è stato indicato se è una gestione patrimoniale in titoli (gpm) o in fondi (gpf) e il tipo di benchmark utilizzato: l'indice di mercato (M) o quello Fideuram dei fondi comuni (F). Quasi tutti gli operatori hanno comunicato le performance al lordo delle commissioni di gestione. Ecco le strategie adottate fino a questo momento dai gestori, e quelle previste per i prossimi mesi.
È pronto alla rotazione del portafoglio azionario il team di Banca Cambiano, che prevede di attuare «anche nel prossimo trimestre una riduzione graduale dei i titoli growth negli Usa e dei beni di consumo in Europa, per procedere all’accumulazione di azioni europee, emergenti, stile value e mid & small cap». Massimo Bergonzi, responsabile ufficio gestioni patrimoniali di Banco Desio, nella gestione obbligazionaria a inizio anno ha ridotto «la duration, portandola in linea con quella del parametro di riferimento». All’interno dei portafogli il gestore ha inoltre «ridotto il peso dei titoli di Stato, preferendo le scadenze intermedie».
Non si è fatto intimorire dal rischio recessione Roberto Bianchi, head of funds selector di Banor Sim, che nel trimestre ha sovrappesato «l'investimento azionario e limitato gli investimenti obbligazionari a titoli di Stato o corporate di elevata qualità e breve scadenza». Sulle componenti obbligazionarie Marco Galliani, responsabile del servizio di wealth management di Cassa Centrale Banca, rimarca la preferenza «per i titoli governativi dell’area Euro, in particolare core, pur non dimenticando la recente sovraperformance dalla componente periferica, Italia in primis». Nella prima parte dell’anno «le nostre gestioni patrimoniali hanno adottato un atteggiamento neutrale sugli asset a rischio, in particolare sulla componente azionaria», sottolinea Roberto Pedon, responsabile gestioni individuali e analisi quantitativa di Cassa Lombarda. «I portafogli sono stati bilanciati focalizzando l’investimento obbligazionario sulla parte governativa».
«Nel trimestre», osserva Michele Bovenzi, responsabile del servizio di gestione di portafoglio di Deutsche Bank in Italia, «hanno continuato a funzionare stock picking e posizionamento sulla curva dei tassi». Le modifiche apportate «all’asset allocation tattica a inizio anno, tra cui quella di tornare ad incrementare le obbligazioni ad alto rendimento, si sono rivelate premianti». Dal canto suo Emilio Bianchi, responsabile Hnwi portfolio management di Eurizon (gruppo Intesa Sanpaolo) nel trimestre ha mantenuto «in sovrappeso le azioni: i mercati scontano in parte l’evoluzione positiva del contesto macro, ma gli utili aziendali continuano a crescere, fornendo sostegno alle quotazioni azionarie».
Focus sui megatrend per Euromobiliare Advisory Sim (gruppo Credem). «Le linee azionarie hanno registrato risultati positivi, grazie a scelte premianti in ambito settoriale e alla selezione di singoli titoli, legate all’intelligenza artificiale e all’healthcare». Per Carlo De Luca, head of asset management di Gamma Capital Markets, vanno preferiti i mercati azionari «di Cina e India, oltre agli Stati Uniti, con una piccola partecipazione di aziende europee, soprattutto nei settori a bassa valutazione, come l’auto». Claudio Campesi, chief investment officer di Scm Sim, fa notare come nelle linee obbligazionarie «la scelta di non eccedere con un allungamento eccessivo della duration sull’euforia del calo dei rendimenti di fine 2023 si è rivelata corretta». Infine Vittorio Godi, direttore investimenti di Suedtirol Bank, ha preferito «privilegiare lo stile growth sia nell’azionario europeo che Usa» e ha «sovrappesato l’India nell’azionario dei Paesi emergenti». (riproduzione riservata)