Lo sblocco della terza rata del Pnrr? «Molto positivo». Il lungo negoziato per arrivarci? «Molto utile» perché a guadagnarci non è solo l’Italia ma anche la Commissione Ue. Il futuro della quarta rata? «Niente drammi ma fatica nell’attuazione». La recessione tricolore? «Assolutamente evitabile». Il Commissario Ue per gli Affari economici e monetari, Paolo Gentiloni appare ottimista.
Da New York, dove è arrivato dal G20 dei ministri delle Finanze in India per presentare all’Onu i progressi di Bruxelles verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile e per incontrare i business leader invitati dalla European American Chamber of Commerce al New York Stock Exchange, Gentiloni parla di una conclusione «soddisfacente». Certo, le tempistiche restano una sfida ma d’altra parte il nostro Paese e la Spagna «hanno i piani più consistenti dal punto di vista quantitativo, quindi le sfide sono ancora più consistenti».
Che sia meglio concentrarsi sull’attuazione e non sulla revisione del Pnrr (come suggerito dal commissario al Bilancio Johannes Hann), Gentiloni dice che «le due cose devono andare insieme. Le modifiche però siano fatte rapidamente. È una fatica che però renderà il Paese più moderno e più avanzato nella transazione ambientale».
Sulla scadenza del 2026 per l’utilizzo delle risorse, su cui S&P fa notare i notevoli ritardi di Italia e Spagna, Gentiloni dichiara: «Che fosse impegnativa, lo sapevamo dall’inizio. La Commissione farà il possibile per aiutare tutti a raggiungere gli obiettivi. Ma quel 2026 è difficile da modificare». Una politica di bilancio «prudente» insieme al lavoro della Bce aiuteranno invece ad abbassare l’inflazione, che «resta un obiettivo fondamentale». (riproduzione riservata)