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PHILIPPE DONNET AD GENERALI
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Generali prepara lo sbarco nell’era dell’Intelligenza Artificiale. L’intervista al ceo Philippe Donnet

22 marzo 2024, 20:00 Ultimo aggiornamento: 17 aprile 2024, 17:34

L’accelerazione nell’asset management sta modificando la cultura della compagnia assicurativa. E il ritorno agli azionisti resterà centrale, con buyback e dividendi che potrebbero crescere di anno in anno | Generali paga un dividendo di 1,28 euro, un po’ più ricco del previsto. Utile 2023 record a 3,57 miliardi. Bene il Danni

Con il nuovo piano industriale Generali farà un salto nell’era dell’intelligenza artificiale. E il ritorno agli azionisti resterà centrale, con buyback e dividendi che potrebbero crescere di anno in anno. Intanto i tassi sono ossigeno per la marginalità, le acquisizioni nell’asset management stanno facendo cambiare cultura al gruppo, mentre sulla emergenza danni catastrofali servirà l’intervento degli Stati per andare oltre la obbligatorietà di assicurazione, che presenta rischi di selezione avversa.

Philippe Donnet, ad del gruppo Generali, anticipa la sua visione del futuro in una delle interviste con cui ripercorriamo i 35 anni di MF-Milano Finanza assieme ai protagonisti della storia finanziaria italiana. E quando Donnet arrivò in Italia, la prima intervista la concesse proprio a Milano Finanza.

Domanda. Ogni settimana emergono ricostruzioni e scenari sul vostro futuro. Ipotesi di manovre di azionisti o banche sul vostro capitale. Come lo vive?

Risposta. Sono cose che mi divertono molto. Leggerle è quasi più divertente di Netflix. Quello che conta è avere una visione di lungo termine e una governance in linea con le best practice internazionali. Abbiamo deciso di essere un gruppo italiano indipendente internazionale e di avere due core business: l'assicurazione e l'asset management. È questo il nostro futuro.

D. È in cantiere il nuovo piano industriale.

R. Sarà pronto a fine anno e presentato all’inizio del 2025. Sarà molto ambizioso in termini di crescita, di solidità patrimoniale, di redditività e di sostenibilità. Oggi dobbiamo guardare a tutti gli stakeholder e portare benefici a tutti. L'integrazione dell'intelligenza artificiale nel nostro business, sia nella parte assicurazione sia nell’asset management, sarà una priorità. Investiremo nelle tecnologie e vogliamo confermare la disponibilità a restituire capitale ai nostri azionisti.

D. Avete appena lanciato un buyback da 500 milioni. Ci sta dicendo che la distribuzione sarà ancora superiore in futuro?

R. Non ho ancora dei numeri ma la disponibilità a considerare operazioni di buyback, anche annualmente, sarà sicuramente più importante di prima.

D. Al centro della crescita ci saranno il wealth e l'asset management?

R. Siamo un gruppo di assicurazione e di asset management. Nel ramo Vita c'è da sempre un legame forte con l'asset management. E, raccogliendo fondi dai nostri clienti, dobbiamo avere tutte le competenze di gestione: dall'immobiliare al private equity, dal fixed income all’infrastructure. Per questo abbiamo deciso di fare un'acquisizione molto importante, quella di Conning, che ci dà una presenza forte negli Stati Uniti e in Asia. Conning è una società di asset management nata nel 1912, specializzata nella gestione per le compagnie di assicurazione. E poi Cathay Life, partner e nostro azionista di minoranza nella nuova società di asset management - il closing lo faremo ad aprile - è un'altra compagnia vita con cui abbiamo un fit culturale molto importante.

D. C’è qualche operazione che le piacerebbe fare?

R. Con le ultime operazioni abbiamo acquisito 160 miliardi di masse di terzi, quindi stiamo arrivando a 800 miliardi. Le dimensioni sono già cambiate. Ora il cambiamento più importante è quello culturale. Avere una vera cultura dell'asset management vuol dire passare dalla gestione dei nostri asset al management di asset di terzi. Parlo di clienti istituzionali, di altre compagnie, di assicurazioni, di pension fund negli Stati Uniti.

D. Le banche centrali hanno deciso: i tassi inizieranno a scendere nei prossimi mesi. Cosa cambia per voi?

R. Innanzitutto il rialzo dei tassi dopo la lunga fase di rendimenti a zero ha avuto un impatto molto positivo sul nostro business. Abbiamo dimostrato di saper vivere con tassi zero o addirittura negativi. I tassi oggi non sono alti, sono normali, e ovviamente ci fanno vivere meglio. L'economia stessa funziona meglio e per noi è ossigeno perché ci consente di ricreare marginalità. Quindi vedo solo prospettive positive, in particolare per il business Vita.

D. Lei ha vissuto momenti turbolenti e una dura battaglia in assemblea due anni fa. Cosa ha imparato da quella vicenda?

R. È vero ma poi il mercato e gli azionisti istituzionali hanno fatto prevalere i loro punti di vista. Questo mi sembra normale in una società quotata. Siamo una public company, lo dobbiamo rimanere perché siamo un'istituzione finanziaria e facciamo un business che è molto regolamentato. Il mercato è un aiuto, perché ci costringe ad avere una disciplina e una trasparenza molto importanti.

D. In questi 35 anni tante industrie sono profondamente cambiate, alcune sono nate da zero, tutte hanno innovato tantissimo. E quella assicurativa?

R. Sono emersi nuovi rischi e quindi nuovi bisogni di protezione. Noi siamo un gestore di dati, questo è sempre stato il mestiere delle assicurazioni. Tra i pochi dati che quasi 200 anni fa dovevamo gestire in modo attuariale, e i miliardi di dati che oggi sono a disposizione, è cambiato il mondo.

D. Le assicurazioni sono diventate davvero digitali?

R. L'arrivo dell'intelligenza artificiale rappresenta un'opportunità fantastica per il bene dei nostri clienti. La nostra ambizione è diventare partner di vita di tutti i nostri clienti. Quindi stiamo parlando di una protezione a 360 gradi per tutto il loro ciclo di vita. Il fatto di conoscere meglio, anticipandoli, i bisogni di protezione dei clienti ci aiuta a offrire soluzioni molto mirate, personalizzate. Passiamo dall'industria all'artigianato in modo sistemico e quindi è un passo in avanti incredibile…siamo solo all'inizio dell'adozione di questa intelligenza artificiale.

D. C’è l'obbligo per le imprese di assicurarsi contro i rischi catastrofali.

R. In più, si potrebbe anche creare un rischio di anti-selezione per le assicurazioni. Però bisogna capire come rendere il sistema sostenibile dal punto di vista economico. (riproduzione riservata)

ha collaborato
Mariavittoria Zaglio



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