Philippe Donnet e il ceo insurance Giulio Terzariol stringono la presa sulla compagnia per accelerare sull’integrazione delle due grandi acquisizioni messe a segno dal Leone lo scorso anno, quelle della spagnola Liberty Seguros (con business anche in Portogallo e Irlanda) e dell’americana Conning, i cui closing però sono arrivati soltanto da alcune settimane.
Su questa nuova base operativa poi verrà costruito il nuovo piano, in arrivo a gennaio. Come preannunciato da MF-Milano Finanza, il Leone ha varato una nuova organizzazione a monte delle due anime del gruppo (insurance e asset management), cambio che sarà operativo da giugno e che prevede anche l’eliminazione di alcuni doppi livelli e lo spostamento di alcuni storici top manager come il capo del business nei Paesi di lingua tedesca (Dach), Giovanni Liverani, e il ceo della business unit asset&wealth management, Carlo Trabattoni.
La compagnia ha fatto sapere che per entrambi sono pronte nuove responsabilità, posizioni su cui però non è stato ancora alzato il velo. Donnet ha accorciato la catena societaria sotto Terzariol, arrivato a gennaio e attorno a cui è stata cucita la nuova divisione insurance. La semplificazione servirà a garantire all’ex Allianz una maggiore vicinanza ai mercati.
Saltano le due business unit Dach e International che gestivano l’operatività rispettivamente in Germania, Austria e Svizzera e nei 26 Paesi delle tre macroregioni Central-East Europe, Mediterranean & Latin America e Asia. Sono state sciolte in cinque business unit (Italia, Francia e Global Business Activities, Germania, Austria, Svizzera) e tre regioni (Mediterranean & Latin America, Cee e Asia) a diretto riporto di Terzariol. Lo spagnolo Jaime Anchustegui, capo dell’International, è stato nominato vice ceo insurance.
Se Terzariol seguirà da vicino le integrazioni nell’anima assicurativa del Leone, Donnet si occuperà invece dell’inserimento di Conning nell’anima asset management alle prese con il grande salto nella gestione di fondi terzi (di 887 miliardi di dollari gli asset under management complessivi). La business unit prima guidata dal presidente di Assogestioni, Trabattoni, sarà sdoppiata: da una parte, Generali Investments Holding (Gih) che supervisionerà tutte le attività di gestito a livello globale (ad eccezione di quelle basate in Cina) e a capo delle quali per il peso del nuovo business a stelle e strisce è stato messo il numero uno dei gestori americani, Woody Bradford (Donnet sarà presidente di Gih).
Dall’altra parte invece, sullo stesso livello, Banca Generali continuerà a gestire il wealth management, ma al di fuori del perimetro di Gih. Sempre per seguire da vicino la messa a punto della nuova macchina, Donnet ha voluto che il chief operating officer, David Cis che riporta al general manager Marco Sesana, entri a far parte della stanza dei bottoni (Gmc) in cui il ceo riunisce tutta la prima linea.
Nel gruppo c’è attenzione ora sul futuro di Liverani, che aveva avuto un ruolo importante nel rilancio della Germania (secondo mercato del Leone) e che con l’ultimo riassetto aveva allargato i poteri anche su Austria e Svizzera. In vista poi l’ingresso della nuova responsabile della digital transformation, innesto che andrà a sostituire Bruno Scaroni chiamato da Mario Greco alla guida di Zurich Italia e che avverrà nelle prossime settimane. (riproduzione riservata)