Nuova fase di tensione nella filiera automotive americana. Quasi mille lavoratori di uno stabilimento del Michigan, che produce assali e componenti soprattutto per i pick-up di General Motors ma non solo, hanno incrociato le braccia dopo il mancato accordo sul rinnovo contrattuale e stanno mettendo a rischio la continuità produttiva di alcuni dei modelli più redditizi del gruppo di Detroit.
Il sindacato United Auto Workers (Uaw) ha confermato alla stampa che i dipendenti dello stabilimento di Three Rivers, in Michigan, gestito da Dauch Corp, ex American Axle & Manufacturing, sono entrati ufficialmente in sciopero dalla mezzanotte di lunedì 1 giugno dopo il fallimento delle trattative.
Secondo il sindacato, al centro della vertenza c’è il recupero delle retribuzioni tagliate durante la crisi finanziaria del 2008. «Resteremo in sciopero finché l’azienda non tornerà alla ragione», ha dichiarato il presidente della Uaw, Shawn Fain. «Nessun contratto, nessun assale». La Uaw sostiene che alcuni lavoratori, che prima della Grande Recessione percepivano fino a 29 dollari l’ora, si siano visti ridurre la paga fino a 14,50 dollari per contribuire alla sopravvivenza dell'azienda. Oggi il salario massimo raggiunge i 22 dollari l’ora dopo un percorso di progressione quinquennale.
Dauch ha definito lo sciopero «deludente» e ha ribadito di voler proseguire i negoziati in buona fede per arrivare rapidamente a un’intesa. Oltre agli aumenti salariali, i lavoratori chiedono miglioramenti nelle coperture sanitarie, nelle pensioni e in altri aspetti legati alle condizioni di lavoro.
L’impianto di Three Rivers rappresenta un nodo strategico soprattutto per General Motors. Produce infatti gli assali destinati ai pick-up medi Chevrolet Colorado e GMC Canyon, oltre ai modelli heavy-duty Chevrolet Silverado HD e GMC Sierra HD. Vengono inoltre realizzati componenti destinati alle versioni light-duty di Silverado e Sierra. Secondo i rappresentanti sindacali, GM disporrebbe di scorte di assali sufficienti per circa due settimane. La casa automobilistica ha fatto sapere di monitorare attentamente la situazione e di valutarne i possibili impatti, precisando che al momento la produzione procede regolarmente.
Lo sciopero potrebbe avere ripercussioni anche su Stellantis. Nello stabilimento vengono infatti prodotti anche alcuni componenti destinati alla monovolume Chrysler Pacifica. Da Stellantis fanno però sapere che, allo stato attuale, «non sono attesi effetti sulla produzione», pur mantenendo sotto osservazione l’evoluzione della vertenza. Se la protesta dovesse protrarsi oltre le prossime settimane, il rischio è che le scorte si esauriscano e che la produzione dei pick-up, uno dei business più redditizi per General Motors, subisca rallentamenti o fermi temporanei. (riproduzione riservata)