L’Asia viaggia positiva, martedì 25 novembre, grazie anche al rally del Nasdaq (+2,7%). Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei è sopra la parità, l’Hang Seng sale dello 0,3%, Shanghai dello 0,8&. Corre l’oro (+1,15%) a 4.190 dollari l’oncia sulla scommessa di un taglio dei tassi negli Usa a dicembre, mentre i futures sul Nasdaq sono per ora in calo dello 0,2%. Sullo sfondo, le tensioni fra Cina e Giappone su Taiwan.
Le telefonate tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i capi di Stato di Giappone e Cina non hanno finora contribuito ad allentare la tensione diplomatica tra Pechino e Tokyo e gli esperti avvertono che una de-escalation non è ancora all’orizzonte. La premier giapponese Sanae Takaichi ha parlato martedì con Trump poche ore dopo che il presidente americano aveva avuto una conversazione separata con il presidente cinese Xi Jinping.
Takaichi, parlando ai media dopo la telefonata, ha detto di aver discusso dei rapporti con la Cina. La serie di contatti segue le tensioni sorte dalle sue dichiarazioni su come il Giappone potrebbe reagire a un eventuale attacco cinese a Taiwan. Xi ha sollecitato Trump sulla questione taiwanese durante la telefonata di lunedì, invitando Washington a contribuire a preservare l’ordine internazionale del dopoguerra, secondo la nota ufficiale del ministero degli Esteri cinese.
Trump, però, non ha menzionato Taiwan nel suo post su Truth dopo la telefonata con Xi, limitandosi a dire che hanno discusso della guerra in Ucraina, del fentanyl e della soia, tra gli altri temi. Il presidente ha anche annunciato che visiterà Pechino in aprile, mentre Xi effettuerà una visita negli Stati Uniti più avanti nel 2026. Secondo il Wall Street Journal, Xi avrebbe compiuto un passo insolito chiedendo personalmente di effettuare la telefonata.
Andy Rothman, fondatore dell’advisory Sinology, ha osservato che la nota cinese pone grande enfasi su Taiwan, segnale del fatto che Xi vorrebbe che Trump usasse la sua influenza su Takaichi per convincerla ad attenuare i toni sulla questione dello Stretto. Pechino ha chiesto a Takaichi di ritirare le dichiarazioni su Taiwan, ma la premier, pur dicendo che eviterà in futuro di discutere scenari specifici, non ha fatto marcia indietro.
«È impossibile per Takaichi ritirare le sue parole e Pechino lo sa. Il suo ‘errore’ è stato parlare con chiarezza e per questo Pechino la sta punendo… Finché resterà premier, è difficile immaginare un miglioramento significativo nei rapporti», hanno scritto gli analisti David Boling e Jeremy Chan di Eurasia Group.
La posizione dell’amministrazione Trump appare più riluttante a sacrificare risorse o rischiare conflitti sulla questione Taiwan rispetto ai suoi predecessori, preferendo concentrarsi soprattutto sul rapporto commerciale tra Stati Uniti e Cina.
Lo yen si è rafforzato fino a quota 156,73 per dollaro martedì, recuperando le perdite del giorno precedente tra le aspettative di un possibile intervento delle autorità per frenare il deprezzamento della valuta. Domenica, Takuji Aida, consigliere della premier Takaichi, ha dichiarato che Tokyo è pronta a intervenire attivamente sul mercato, in linea con le recenti osservazioni del governatore della Bank of Japan Kazuo Ueda e del ministro delle Finanze Satsuki Katayama.
I mercati guardano alle festività negli Stati Uniti come potenziali finestre di intervento, dato il calo di liquidità. Lo yen è sotto pressione da inizio ottobre, dopo l’elezione di Takaichi e l’annuncio di un maxi pacchetto fiscale accompagnato dal sostegno a una politica monetaria accomodante.
Le borse europee si preparano ad aprire in ribasso martedì, mentre la corsa dei listini alimentata dalle speranze di un taglio dei tassi Usa nel breve termine sembra perdere slancio. Il governatore della Fed Christopher Waller ha segnalato apertura a un taglio a dicembre, citando crescenti rischi per il mercato del lavoro, in linea con le dichiarazioni di Mary Daly e John Williams. In Europa gli investitori valuteranno i dati sul pil tedesco del terzo trimestre e la fiducia dei consumatori in Francia, oltre ai conti della compagnia aerea EasyJet. In pre-mercato, i future sull’Euro Stoxx 50 cedono lo 0,15% e quelli sullo Stoxx 600 lo 0,3%. (riproduzione riservata)