Gatti Pavesi Bianchi Ludovici (Gpbl) investe sull’AI di Legora. Lo studio legale tributario full-service adotterà la piattaforma svedese di intelligenza artificiale e così ridurrà i tempi di lavoro e migliorerà ancora la qualità dei suoi servizi.
Con Legora, ad esempio, si possono analizzare e sintetizzare migliaia di pagine in poche ore, con un elevato livello di accuratezza e in modo sicuro, senza cioè disperdere i dati dei clienti sul web. La piattaforma accelererà le due diligence e può preparare le bozze dei contratti, permettendo così ai professionisti di Gpbl di concentrarsi sulle mansioni a più alto valore aggiunto.
«Abbiamo investito su Legora, una delle principali piattaforme di AI esistenti, perché ormai è chiaro che nel breve periodo il mercato arriverà a un punto di rottura e vogliamo essere preparati e ben equipaggiati a livello infrastrutturale», spiega l’equity partner Franco Barucci.
«Siamo una realtà riconosciuta per la sua efficienza e qualità, e vogliamo continuare a offrire questo livello ai nostri clienti. In questa prospettiva Legora ha dimostrato ottime potenzialità di adattamento alle specificità dei nostri professionisti».
Negli studi legali, insomma, l’AI riduce i costi e fa crescere i volumi ma non è immune dagli errori, come inventare una norma o citare sentenze inesistenti. «Abbiamo delle responsabilità verso i nostri clienti che richiedono un grado di attenzione e precisione paradossalmente maggiore, così da mitigare i rischi di allucinazione che l’AI generalista può creare», osserva Barucci.
«Stiamo lavorando su questo punto con sessioni di formazione interna con il team di Legora, per diffondere un uso consapevole e sicuro dell’assistente virtuale. Studieremo anche processi e policy, soprattutto quando si tratta della ricerca giuridica, per la quale sarà necessaria la costante supervisione di una risorsa senior».
I rischi dell’AI, se usata in questo modo, sono praticamente azzerati. Ecco perché Gpbl punta a raddoppiare gli investimenti it in tre anni. «Ciò che ci entusiasma di più di questa collaborazione è che Gpbl comprende che l’intelligenza artificiale non serve a sostituire i legali, ma a creare le condizioni per un parere migliore», commenta Francesco Gesess, head of strategic partnerships in Italia di Legora.
«Quando gli avvocati vengono sollevati dai compiti più impegnativi in termini di tempo, possono dedicarsi con maggiore attenzione al lavoro che conta davvero per i clienti. Questo è l’obiettivo verso cui stiamo lavorando insieme». (riproduzione riservata)