La finanza bene sta per accomodarsi in Galleria Manzoni, nell’omonima via nel centro di Milano una volta definito il salotto della città. E che un tempo, oltre ad ospitare il teatro Manzoni di Fininvest della famiglia Berlusconi, era anche il luogo degli antiquari, dell’arte e di uno dei nightclub più famosi della città, il William’s. Gli spazi commerciali ammontano a circa 10 mila metri quadrati. La Galleria Manzoni ospitava anche un cinema dalla forma di violino, in cui il regista Michelangelo Antonioni girò alcune scene dei suoi film.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, una cordata di investitori milanesi fra cui spiccano i nomi del patron di Rcs Urbano Cairo, del fondatore e presidente di Coima Manfredi Catella e del banker ex Mediobanca Gerardo Braggiotti è molto vicina all’acquisto dell’immobile in zona Quadrilatero della moda per rilanciare il complesso architettonico. Amata dai milanesi, negli ultimi vent’anni la Galleria Manzoni è di fatto rimasta ai margini del forte sviluppo che ha invece caratterizzato l’area. Da alcuni diretti interessati arriva un «no comment».
Il pool è coordinato da Alessandro Cajrati Crivelli, imprenditore a capo della società di investimenti e sviluppo immobiliare Estate Four, nonché fondatore del co-working di lusso e social club Spring Place. Ex bocconiano, dopo gli anni trascorsi a Londra è ormai da tempo di base a Los Angeles. Cajrati Crivelli è noto sulla piazza milanese per esser stato fra gli artefici dello sviluppo sui Navigli del Tortona 37, edificio sede di alcuni showroom di moda. Catella, Cairo e Braggiotti investono a titolo personale nell’operazione.
A due passi da via della Spiga e da via Monte Napoleone, l’immobile che contiene la galleria progettata e costruita alla fine degli anni '40 dall’architetto Alziro Bergonzo era un trophy asset di proprietà di un fondo di Prelios, il fondo riservato Social & Public Initiatives. Il principale quotista era Enpam, la ricca cassa previdenziale dei medici presieduta da Alberto Oliveti. Sull’immobile insistono i vincoli della Soprintendenza.
I progetti di riqualificazione non sono mai decollati, gli spazi commerciali sono vuoti e, nonostante la presenza dello storico teatro, la location ha l’aspetto di un edificio in disarmo. Nel 2018, anche per il pressing della banca francese Credit Agricole che ne aveva rilevato il debito, la gestione del fondo era passata alla boutique d’investimento britannica Petricca & Co Capital, cui era seguito un ulteriore passaggio di mano a una piccola sgr londinese. Nell’ottobre 2023 il fondo Social & Public Initiatives è finito in liquidazione giudiziale dalla Banca d’Italia. (riproduzione riservata)