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Presidenza del G7, fonte: X
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G7, l’Europa in campo per Hormuz e Ucraina. Zelensky arriva a Evian, bilaterale con Macron

16 giugno 2026, 12:29 Ultimo aggiornamento: 14:47

La seconda giornata del G7 si concentra sulla sicurezza europea, con incontri chiave tra Zelensky, Macron e Trump. Il summit affronta anche i nuovi equilibri transatlantici e le tensioni in Medio Oriente. La premier Meloni vede Carney

Dallo Stretto di Hormuz ai negoziati sull’Ucraina, passando per il Libano e i nuovi equilibri nei rapporti transatlantici. La seconda giornata del G7 si è aperta con l’arrivo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella località di Evian-les-Bains, accolto dal presidente francese Emmanuel Macron per un incontro bilaterale, prima della sessione di lavoro dedicata alla sicurezza europea. Ma il colloquio con il padrone di casa è servito soprattutto a preparare il terreno per il faccia a faccia tra Zelensky e il presidente americano, Donald Trump.

Il grande protagonista del vertice è certamente l’accordo, dell’ultimo minuto, raggiunto tra Stati Uniti e Iran. E sicuramente anche il «dopoguerra» sarà al centro dei dibattiti. Ma, complice la presenza del leader di Kiev, la sicurezza dell’Ucraina si è imposta come topic della seconda giornata dei lavori. Non è un caso che il summit sia iniziato con circa tre quarti d’ora di ritardo: il tempo impiegato da Macron e Zelensky per fissare il punto di svolta dall’invasione russa dell’Ucraina. 

Il G7 aumenta le pressioni su Mosca: verso nuove sanzioni su gas e petrolio

Dalla sessione sull’Ucraina, al cui tavolo erano presenti sia Trump sia Marco Rubio, sono emersi tre elementi molto chiari. Il primo, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche italiane a margine del sumimt, è un messaggio di unità del gruppo a sostegno di Zelensky. Il secondo elemento emerso è la volontà di rafforzare il sostegno energetico (su cui l’Italia sta portando avanti un «grande lavoro», con 30-35 milioni di euro sul punto) e quello in materia di difesa aerea. 

Infine, il terzo elemento condiviso è quello di continuare e, se possibile, aumentare la pressione su Mosca che continua a non mostrarsi disponibile a sedersi al tavolo del negoziato. Più in particolare, fonti diplomatiche francesi hanno fatto trapelare la notizia che i leader hanno concordato di aumentare la pressione sulla Russia attraverso sanzioni sul gas e sul petrolio.

Durante la conferenza stampa a margine del summit, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che, sul dossier ucraino, farà tutto ciò che è in suo potere per convincere Mosca a siglare un accordo. «Ho parlato con il presidente Zelensky e, domenica, ho parlato con il presidente Putin. Diciamo sempre le stesse cose. Ho risolto otto guerre, pensavo che questa fosse la più semplice ma in realtà, purtroppo, i due leader non sono compatibili, non riescono a incontrarsi».  

Trump frena sull’aiuto degli europei su Hormuz

Come ampiamente previsto, l’Ucraina non poteva essere l’unica protagonista di questo G7. La Francia ha infatti invitato a Evian i Paesi del Golfo Persico più coinvolti nel conflitto: e cioè il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e l’Egitto (mentre l’Arabia Saudita ha declinato l’invito) e ha organizzato una sessione speciale insieme con i leader dell’Alleanza. 

«Affrontare le crisi e garantire stabilità in Medio Oriente», questo il titolo del pranzo di lavoro di martedì. Un omaggio (e forse anche un volerne far parte) all’intesa raggiunta dal presidente Trump con Teheran, che secondo la Casa Bianca potrebbe portare alla riapertura dello Stretto e alla normalizzazione dei traffici marittimi nel Golfo. Il presidente Macron ha definito l’accordo con l’Iran un passo «importante» e «fondamentale per la pace in tutto il mondo», sottolineando che la Francia e gli alleati sono pronti a «prendersi le proprie responsabilità».

Sul punto, tuttavia, Trump è stato respingente. «Non credo che avremo bisogno di molto aiuto», ha detto, mentre le critiche agli alleati per il mancato sostegno durante l’offensiva gli facevano da eco. «Abbiamo un accordo che prevede che il passaggio sia aperto. E non ci saranno pedaggi. Non credo comunque sia una cattiva idea avere una o due navi provenienti da alcuni Paesi. Perché non si sa mai cosa può succedere».

Il ruolo dell’Italia al G7: Meloni vede Trump (e non solo)

Anche Roma si è detta disponibile a partecipare a una presenza navale internazionale, subordinatamente all’autorizzazione del Parlamento, e ad accompagnare un eventuale processo diplomatico che porti alla graduale rimozione delle sanzioni in cambio di impegni verificabili sul programma nucleare iraniano. Ma per la premier Giorgia Meloni il vertice rappresenta anche altro: un’occasione per sondare il rapporto con Donald Trump dopo le tensioni dei mesi scorsi e per parlare con gli altri leader di cooperazione internazionale. 

Dopo l’arrivo di Meloni a Evian, la premier ha avuto un incontro con il presidente americano. «È andata bene» avrebbe commentato Meloni al termine della cena di lavoro di lunedì 15, secondo quanto riportano alcuni quotidiani italiani tra cui Il Corriere della Sera. Ma in parallelo ai lavori del vertice, incentrati sull’Ucraina, Meloni ne ha approfittato per avere un colloquio bilaterale con il primo ministro canadese Mark Carney

Secondo quanto fa sapere Palazzo Chigi in una nota, la premier avrebbe fatto con Carney il punto sul piano di azione per la cooperazione rafforzata tra Italia e Canada. I due leader hanno concordato di accelerare il lavoro verso un accordo quadro su settori considerati strategici, dalla difesa alle infrastrutture, dall’energia allo spazio. (riproduzione riservata) 



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