Splende il sole, seppur con una lieve velatura di nuvole, su Savelletri di Fasano dove nella mattina del 13 giugno si apriranno i lavori del G7, il primo della Storia intitolato non a una località geografica ma a un marchio registrato: Borgo Egnazia, dal nome del resort della famiglia Melpignano. Nella regione di Pinuccio Tatarella, padre della destra di governo e «ministro dell’armonia», anche Giorgia Meloni cerca una difficile armonia sui temi chiave di questi mesi, dai conflitti in Ucraina e Medio Oriente passando per l’Africa e l’intelligenza artificiale.
La premier è qui già da lunedì per controllare che tutto sia pronto: il tempo di varare in cdm il decreto da oltre 25 milioni di euro per la sicurezza del vertice, e poi il trasferimento in elicottero in Puglia insieme alla figlia Ginevra, al ministro degli Affari Ue e «padrone di casa» Raffaele Fitto e alla Sherpa del G7 Elisabetta Belloni, entrata già nel totonomi come prossima Madame Pesc al posto di Josep Borrell.
Dal post di ringraziamento alle maestranze pubblicato sui social nelle scorse ore («grazie agli artigiani e operai che stanno lavorando con dedizione»), pare che il sopralluogo sia andato bene. Nel resort, bocche cucite e cellulari spenti. Neanche i dipendenti potranno portarli con sé: il rischio di foto e video «fuori sacco» è altissimo, come altissimo sarebbe il prezzo da pagare in caso di violazione del patto di riservatezza. Fuori, cecchini e posti di blocco, divieti di balneazione e tre anelli di zona rossa. Niente telecamere, neanche a dirlo: i 1.500 giornalisti accreditati assisteranno ai lavori dalla Fiera del Levante di Bari, a 60 chilometri di distanza.
Questa mattina la premier accoglierà i capi di Stato e di governo dalle 10:30, alle 11 la foto di famiglia e poi via con le prime due sessioni mattutine su Africa, cambiamento climatico e sviluppo e colazione di lavoro a tema Medio Oriente. Nel pomeriggio, dalle 14:15 si entra nel vivo con le due sessioni dedicate all’Ucraina: la prima, con il Volodymyr Zelensky e la seconda senza. E qui la matassa rischia subito di ingarbugliarsi. Sul tavolo la questione del maxi-prestito da 50 miliardi di dollari proposto dagli Usa (45 per la difesa, 5 per la ricostruzione) da garantire con gli extraprofitti dei 300 miliardi di asset russi congelati, di cui l’85% si trova in Belgio: si parla di circa 3 miliardi di euro annui. Il diavolo sta nei dettagli, anzi nei cavilli: il rinnovo delle sanzioni Ue è infatti semestrale, e deve avvenire all’unanimità. Basta quindi un’Ungheria di turno (che peraltro dal 1° luglio assumerà la guida semestrale del Consiglio Ue) per inceppare irrimediabilmente il meccanismo, assunto che garantire un prestito decennale con garanzie da rinnovare semestralmente è già di per se un pasticcio giuridico-burocratico.
Se Pechino si è già detta contraria ad accettare «sanzioni unilaterali illegali», Mosca ha fatto anche di più, inviando la fregata Gorshkov con i missili ipersonici Zircon a L’Avana per possibili esercitazioni militari nei Caraibi mentre Putin si prepara a volare a Pyongyang per rinsaldare il legame con Kim Jong-un: un clima da crisi missilistica come nel ’62. Solo che questa volta tra Biden e Putin non ci sarà alcun telefono rosso come con Kennedy e Kruscev.
Non sarà facile arrivare a dama. Anche perché il G7 raccoglie il testimone dalla conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina andata in scena fino a ieri a Berlino (dove Tajani ha promesso a Kiev 140 milioni di aiuti e una batteria di Samp/T, probabilmente la stessa che in queste ore presidia il cielo sopra il G7, dopo essere rientrata dal Kuwait) e si prepara a cederlo sabato a quella di Lucerna sulla pace.
Nel pomeriggio, i grandi si trasferiranno nell’altra struttura di Borgo Egnazia, San Domenico Golf, per la cerimonia delle bandiere e l’altra foto di famiglia. Alle 18:30 un’ora di pausa e poi, alle 19:40 il trasferimento in elicottero per la cena offerta dal Quirinale al Castello Svevo di Brindisi. Tra le possenti mura della fortezza duecentesca che fu residenza reale di Vittorio Emanuele III dopo l’8 settembre ’43, si terrà prima un concerto jazz e poi la cena a porte chiuse in una sala del piano nobile preceduta da un breve discorso di Mattarella.
A tavola, otto coppie e quattro portate di pesce a cura dello chef Vincenzo d’Elia della Tenuta Moreno di Mesagne: scorfano con pomodorini secchi ed erbe aromatiche, tortellini ripieni di gallinelle con julienne di pesce serra affumicato, filetto di dentice alla mandorla di Toritto e crema di burrata di Andria con crumble di tarallo dolce e ciliegie ferrovia. Pasti leggeri per prepararsi ad affrontare temi pesanti.
Alle 22:30 il rientro: domani si ricomincia alle 9:30 con un argomento caro al governo Meloni: le migrazioni. Quella di domani sarà poi la giornata dei grandi bilaterali, che avranno come protagonista il presidente Biden, arrivato ieri sera a bordo della USS Mount Whitney, nave di comando anfibia della Sesta Flotta di stanza nel Mediterraneo, attraccata al largo di Brindisi. Il presidente americano incontrerà vis-à-vis Meloni, Zelensky e, quasi certamente, papa Bergoglio, atteso a Borgo Egnazia nel pomeriggio per la sessione dedicata all’Intelligenza Artificiale. Una delle tante prime volte di un G7 tanto innovativo quanto delicato. (riproduzione riservata)