cali di Wall Street non spaventano l'azionario italiano, con il Ftse Mib che archivia la seduta in progresso dello 0,87% a 34.447 punti.
Il prodotto interno del primo trimestre degli Stati Uniti è stato rivisto al ribasso al +1,3% dal +1,6% della stima precedente, dopo l'espansione del 3,4% nel quarto trimestre 2023. Inoltre, le spese personali per i consumi sono state riviste al ribasso al +2% rispetto al +2,5% della stima precedente, in rallentamento rispetto al +3,3% nel quarto.
Guardando all'Eurozona, in attesa della lettura di maggio sull'inflazione di domani alle 11h00, quella armonizzata spagnola ha accelerato al 3,8% su base annua (dal +3,4% di aprile). Gli indici di fiducia hanno inoltre registrato un miglioramento, con quella economica a quota 96 punti contro i 95,6 di aprile; quella delle imprese industriali a -9,9 punti dai -10,4 del mese precedente; quella dei servizi a 6,5 punti dai precedenti 6,1; e infine, quella dei consumatori a -14,3 punti dai -14,7 di aprile.
A piazza Affari, Erg ha dominato la scena del Ftse Mib per poi chiudere a +6,85% e 25,9 euro. Con Alerion (+4,9%), il titolo è sostenuto dalle prospettive di consolidamento nel settore delle rinnovabili dopo che l'asset manager canadese Brookfield ha dichiarato di essere in trattative esclusive per la francese Neoen, che vanta 8 GW di asset per la produzione e lo stoccaggio di energie rinnovabili, di cui la metà circa in Australia.
Chiamata alla prova dei conti, Tim guadagna l'1,55% dopo una forte accelerata negli ultimi minuti di contrattazioni. I volumi totali di scambi hanno rasentato il miliardo di pezzi, per un controvalore complessivo di 221 milioni circa. I numeri trimestrali hanno evidenziato una buona dinamica della ServCo domestica, segnalano da Equita Sim, con i ricavi Consumer che si sono stabilizzati grazie ad un Arpu (average revenue per user) fisso e al controllo dei costi.
In rosso Pirelli (-4,52%) con i movimenti dell'azionariato. Il titolo, infatti, paga l'effetto tecnico dell'uscita di Silk Road, che ha ceduto il 9,02% della società mediante Abb, parzialmente compensato dall'acquisto del 2,2% da parte di Camfin (che sale al 22,78%).
Rimbalzi diffusi poi tra le banche. Gli analisti di JpMorgan, in particolare, puntano il faro su Intesa Sanpaolo (+2,29% a 3,613 euro) e su Unicredit (+1,17% a 36,425 euro), confermando la preferenza per la prima. BofA, dal canto suo, si concentra sulle prospettive di un margine d'interesse visto in crescita nel biennio 2024-2025 (per Unicredit) e su quelle dell'aumento delle commissioni (per Intesa Sanpaolo) con l'inflazione che scende e i risparmi che aumentano. Da segnalare anche B.Mps, che chiude in progresso del 2,16% a 4,92 euro dopo i pesanti cali della vigilia.
Webuild segna un +0,67% a 2,114 euro in chiusura. La società si è aggiudicata in jv con Nge (mandataria) da Société des grands projets un contratto per la realizzazione del Grand Paris Express, la nuova metropolitana della regione dell'Ile de France. Il 45,5% del valore complessivo del contratto, 1,38 mld di euro, è di competenza del gruppo italiano. Poco mossa, infine, Poste I. (-0,16%) dopo la conferma che entro tre settimane sarà pubblicato il Dpcm definitivo in base al quale almeno il 51% rimarrà in mano allo Stato.