Chiusura in rialzo per il listino milanese, in un'altra giornata dominata dalle trimestrali, con il Ftse Mib che a fine seduta avanza dello 0,75%.
Sul fronte macro da segnalare che gli ordini al settore manifatturiero in Germania, in termini destagionalizzati, sono calati dello 0,4% a livello mensile e dell'1,9% su base annuale a marzo, riferisce Destatis. La lettura ha deluso il consenso degli economisti, che si aspettavano un incremento congiunturale dello 0,4% m/m.
Nell'Eurozona, invece, le vendite al dettaglio dell'Eurozona sono cresciute dello 0,8% a livello mensile a marzo. Infine, negli Usa le vendite al dettaglio delle catene nazionali statunitensi nella settimana al 4 maggio sono salite del 6% a livello annuale.
A Piazza Affari in evidenza Unicredit (+3,59%) in scia a conti oltre le attese. Nei primi tre mesi del 2024 la banca ha registrato un utile netto di 2,6 miliardi di euro, in crescita di circa il 24% rispetto allo stesso periodo del 2023, e un Rote del 23%. I ricavi netti sono saliti del 7% a 6,3 miliardi, grazie ai 3,6 miliardi di margine di interesse (-0,9% trim/trim e +8,5% a/a) e ai 2,1 miliardi di commissioni (+15,8% trim/trim e +3,3% a/a).
Focus anche su B.Mps (+1,02%) che ha chiuso trimestre con ricavi complessivi per 1,013 mld (+15,2% a/a), un margine di interesse di 587 mln (+16,4% a/a), commissioni nette per 365 mln (+10,1%), oneri operativi per 462 mln (-0,6% a/a) e un risultato operativo lordo di 551 mln (+32,9% a/a). Il risultato operativo netto del Gruppo è pari a 444 mln di euro, in crescita sia rispetto al 31 marzo 2023 (pari a 309 mln di euro) sia rispetto al trimestre precedente (pari a 371 mln di euro).
Giornata di conti pure per Campari (+6,82%) che nel primo trimestre dell'anno ha registrato un utile pre-tasse di 145 milioni di euro, in aumento dell'8,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e un utile prima delle imposte rettificato di 147,3 milioni (+5,8% a/a), e per Ferrari (-4,73%) che ha chiuso i primi tre mesi dell'anno con ricavi per 1,585 miliardi, in crescita del 10,9% rispetto all'anno precedente, e consegne totali pari a 3.560 unità, pressoché invariate rispetto al primo trimestre 2023.
Da segnalare FinecoBank (-0,75%) che ha archiviato il primo trimestre con utile netto a quota 147 milioni euro (-0,2% a/a e in crescita del 12,4% a/a escludendo gli oneri sistemici). I ricavi hanno toccato quota 327 milioni, +11,4% a/a, trainati dall'Investing (+13,5% a/a) grazie all'effetto volumi e al crescente contributo di Fineco Asset Management, dal Brokerage (+2,2% a/a) e dal Margine Finanziario (+14,8% a/a).
Focus, infine, su Iren (-2,65%). Il Cda, riunito d'urgenza e in via straordinaria in seguito all'ordinanza di misure cautelari disposta nei confronti dell'amministratore delegato Paolo Signorini dall'Autorità Giudiziaria di Genova, ha deliberato di revocare temporaneamente le deleghe dell'ad, assegnandole agli altri due organi delegati.
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