Entra nel vivo la procedura di cessione di Forgital, la multinazionale tascabile vicentina da 400 milioni di euro di ricavi e specializzata nella produzione di ghiere di acciaio e di laminati di grandi dimensioni destinati principalmente all’industria aerospaziale.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, fra le offerte che a fine ottobre arriveranno sul tavolo dell’advisor finanziario Jp Morgan per il 100% di Forgital messo in vendita da Carlyle ci saranno molto probabilmente anche quelle di Warburg Pincus e Platinum, fondi di private equity americani che più volte hanno visionato dossier industriali italiani.
Il primo, che ha come presidente l’ex ministro del Tesoro statunitense e già presidente della Fed New York Tim Geithner, ha più di 83 miliardi di dollari di masse in gestione e negli anni scorsi aveva provato a rilevare Banca Intermobiliare (Bim), Pioneer (messa in vendita da Unicredit), una quota di Telepass e aveva fatto capolino anche nella crisi di Carige. Invece Platinum Equity, fondo d'investimento globale con circa 48 miliardi in gestione creato a metà anni ‘90 a Beverly Hills dal milionario americano Tom Gores, ha appena messo in portafoglio la maggioranza del gruppo Fratelli Polli (salse, conserve e sughi) e negli anni scorsi aveva studiato anche il dossier Verisem.
Secondo indiscrezioni, alla gara prenderanno parte anche Cinven, Advent e uno dei fondi della galassia Bain Capital (Bain fa anche da vendor commercial due diligence). Il fondo britannico Cinven sembra tra i favoriti, anche perché sia Advent sia Bain sono già molto esposti al settore dell’aerospazio e della difesa. Nel 2020 Advent ha rilevato per 4 miliardi di sterline l’inglese Cobham, attiva nella componentistica aeronautica, mentre un anno più tardi Bain ha messo in portafoglio per 1,7 miliardi di euro la spagnola Itp Aero (motori e turbine a gas) comprandola da Rolls-Royce.
A quanto risulta, sono state sollecitate dal venditore anche le banche, pronte a finanziare quello che potrebbe essere il più grande dossier di private equity di quest’anno in Italia. Con nove stabilimenti fra Italia, Francia e Stati Uniti e 1.100 dipendenti in organico, Forgital - che nel 2024 viaggia verso i 500 milioni di euro di fatturato e oltre 130 milioni di euro di ebitda - era stata rilevata da Carlyle nel 2019 per poco meno di un miliardo di euro e oggi varrebbe il doppio.
A vendere erano stati la famiglia fondatrice Spezzapria (che aveva l’83%) e il Fondo Italiano di Investimento (17%). Il gruppo, gioiellino della manifattura, opera nel settore strategico della difesa: è una delle aziende più qualificate per la fornitura di componenti critiche per i motori dei più importanti aerei attualmente in produzione. La vendita, quindi, dovrà essere notificata al comitato del golden power di Palazzo Chigi. (riproduzione riservata)