Primo trimestre sopra le attese del mercato per Ford, che tuttavia ritira le previsioni per il 2025 citando l’impatto dei dazi statunitensi, che la società stima a 1,5 miliardi di dollari per l’intero anno.
La causa automobilistica statunitense ha registrato un eps (utile per azione) rettificato peri a 0,14 dollari, in calo del 35% su base annua, ma al di sopra delle attese degli analisti a 0,02 dollari. I ricavi si sono attestati a 37,42 miliardi di dollari, al di sotto dei 42,78 miliardi del primo trimestre 2024, ma oltre le stime del consensus a 36,21 miliardi.
«Sulla base delle attuali conoscenze dell’azienda e delle sue aspettative su come verranno risolti determinati dettagli e modifiche relativi ai dazi, l’azienda stima un impatto negativo netto sull’Ebit rettificato di circa 1,5 miliardi per l’intero anno 2025», si legge in una nota.
La società ha deciso di sospendere le stime per l’intero anno considerando i rischi significativi a breve termine, il potenziale aumento o l’introduzione di dazi negli Stati Uniti, i cambiamenti nell’attuazione dei dazi, tariffe di ritorsione e altre restrizioni da parte di altri governi, i potenziali impatti sul mercato correlati e le incertezze relative alle politiche fiscali. Ford ha aggiunto che fornirà un aggiornamento durante la conference call sui risultati del secondo trimestre.
Per quanto riguardo le divisioni, Ford Pro ha generato 1,3 miliardi di dollari di Ebit (contro i 3 miliardi dell’anno precedente), principalmente per via di un calo del 14% nelle vendite all’ingrosso, e un fatturato di 15,2 miliardi (-16% anno su anno). Ford Model E ha registrato invece una perdita Ebit pari a 849 milioni, mentre le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono cresciute del 15% su base annua.
Infine Ford Blue ha registrato un Ebit di 96 milioni di dollari, che implica un crollo su base annua di quasi il 90% a causa del previsto calo dei volumi e di un cambio sfavorevole. Il fatturato del segmento è diminuito del 3%, attestandosi a 21 miliardi. Ford Credit, infine, ha registrato un utile ante imposte a 580 milioni, in significativo aumento rispetto all’anno precedente. (riproduzione riservata)