Prende corpo l’ipotesi di una successione interna per il ruolo di amministratore delegato del Fondo Italiano d’Investimento (Fii), la sgr partecipata da Cassa Depositi e Prestiti (con il 55%), Intesa Sanpaolo (12,5%), Unicredit (12,5%), BancoBpm (3,5%), Bper (3,25%) e Abi (3,25%) e dalle casse previdenziali Enpam (5,5%) ed Enpaia (5,5%) e che dal 2010 investe nelle pmi d’eccellenza del Paese.
Dopo il passo indietro dell’amministratore delegato Davide Bertone, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, in Cdp si stanno vagliando diverse soluzioni. Se la scelta della presidenza spetta a Intesa Sanpaolo e all’Enpam, che si sarebbero già espresse a favore della riconferma di Barbara Poggiali, l’indicazione del ceo del gruppo di private equity spetta invece - dopo il disco verde della politica - a Cdp.
Secondo quanto riferiscono più fonti finanziarie, in via Goito si starebbero orientando per la continuità, promuovendo al vertice della sgr una risorsa interna. Sarebbero al vaglio le candidature di Gianpaolo Di Dio e Luigi Tommasini, senior partner entrati nel gruppo a fine 2020 e di fatto numero due e numero tre della società. Di Dio è chief investment officer e ha esperienze in Arcotronics, Netscalibur Italia e TLcom Capital, veicolo di venture capital cofondato dal manager in joint venture con Morgan Stanley.
Tommasini invece è head of strategic initiatives del fondo, in cui è approdato dopo aver lavorato in Axa Private Equity, Apax Partners e Mc Kinsey. In passato pare che Tommasini avesse già puntato a salire di grado nella sgr.
Per il ruolo di ceo circolano anche alcune candidature esterne e si fanno i nomi di Roberto Sambuco, senior managing director in Italia di Macquarie, e di Gianandrea Perco, numero uno di Dea Capital Alternative Funds, la sgr del gruppo De Agostini dedicata agli investimenti alternativi. L’head hunter Spencer Stuart, incaricato da Cdp per la tornata di nomine nelle partecipate, sono al lavoro da settimane per la composizione del consiglio della sgr appena scaduto, mentre il passo indietro di Bertone è arrivato la scorsa settimana.
A quanto risulta, il top manager, arrivato alla guida del Fondo nel 2022 da Mediobanca, ha presentato le dimissioni il 29 aprile comunicando a Cdp Equity, azionista di riferimento, la propria indisponibilità a un altro mandato. Secondo quanto riferiscono alcune fonti ha ricevuto una buonuscita da 2 milioni di euro. Con oltre 4 miliardi di euro di masse, Fondo Italiano gestisce 21 fondi di investimento e opera attraverso investimenti diretti e indiretti tramite fondi di fondi. (riproduzione riservata)