Le fondazioni di origine bancaria archiviano il 2025 con il miglior risultato erogativo degli ultimi 17 anni. Secondo il 31° Rapporto Acri, le 84 fondazioni che hanno in portafoglio importanti partecipazioni nelle principali banche italiane hanno destinato ai territori 1,42 miliardi di euro, in crescita del 30,4% sul 2024, finanziando oltre 26 mila iniziative con un contributo medio di circa 55 mila euro (49.002 euro nel 2024).
Quasi 422 milioni, pari al 29,6% delle risorse complessive, sono stati indirizzati al welfare. Analizzando nel dettaglio l’importo della singola iniziativa, in linea con il quadro rilevato negli anni precedenti, le erogazioni annuali di importo superiore a 500mila euro assorbono il 52,2% del totale erogato, quelle tra 100 e 500mila il 21,5%, quelle tra 5 e 100 mila il 23,3%, mentre quelle fino a 5mila euro assorbono l’1,9% del totale.
A sostenere la maggiore capacità erogativa è stata anche la crescita dei risultati economici. I proventi complessivi sono saliti a 3,27 miliardi (+12,5%), mentre la redditività lorda del patrimonio è aumentata dal 6,8% al 7,5%, consentendo di chiudere l'esercizio con un avanzo di 2,39 miliardi, in aumento del 14% rispetto all'anno precedente. Per quanto riguarda la distribuzione delle erogazioni per settore di intervento, nel 2025 si confermano i sette settori da sempre prioritari.
Esaminando più dettagliatamente gli importi deliberati in ciascun settore, Arte, attività e beni culturali assorbe la quota più alta delle risorse, 299,2 milioni (il 21% delle erogazioni totali). Seguono: Educazione, Istruzione e Formazione a cui vanno 252,3 milioni (17,7%); volontariato, filantropia e beneficenza, a cui sono stati destinati 242,9 milioni (17,1% del totale); Sviluppo locale con 219,6 milioni (15,4%); ricerca e sviluppo con un importo di 145,9 milioni di euro (10,2%); assistenza sociale con 110,2 milioni (7,7%); salute pubblica con 64,5 milioni (il 4,5% del totale). I restanti settori, che insieme rappresentano il 5,1% sul totale degli importi erogati, ricevono complessivamente 73,2 milioni.
Continua inoltre il rafforzamento della struttura patrimoniale del sistema: il patrimonio contabile delle fondazioni raggiunge 43,7 miliardi, in crescita del 2,8%, mentre il fondo di stabilizzazione delle erogazioni sfiora 2,9 miliardi, una riserva che garantisce circa 2,8 annualità di attività istituzionale e rappresenta il principale strumento anticiclico del settore.
«Il trentunesimo rapporto annuale conferma la solidità del sistema delle fondazioni di origine bancaria. L’attenta e lungimirante gestione dei patrimoni, insieme alla prudente diversificazione degli investimenti, continua a garantire risultati positivi, che si traducono in maggiori risorse per sostenere progettualità sui territori, accompagnare le comunità e sperimentare soluzioni innovative. Il risultato particolarmente significativo dell’attività erogativa testimonia la capacità delle fondazioni di trasformare la gestione dei patrimoni in interventi concreti per le comunità», commenta il presidente dell’Acri Giovanni Azzone. Che aggiunge: «L’addendum al Protocollo Acri-Mef si inserisce in questo percorso di consolidamento: conferma il valore della diversificazione, introduce criteri più flessibili per tenere conto dell’evoluzione degli investimenti e delle specificità delle Fondazioni e apre alla possibilità di una maggiore durata dei mandati di governance, favorendo continuità di visione e programmazione strategica di lungo periodo». (riproduzione riservata)