Deutsche Bank alza il target sui ricavi nel medio termine ed è fiduciosa di superare l’obiettivo di 8 miliardi di euro di pay-out ai suoi azionisti nei prossimi anni. Il tutto mentre il ceo, Christian Sewing, cerca di far salire il prezzo dell’azione (-1,4% in un anno alla borsa di Francoforte), rimasta pressoché stabile da quando ha assunto la carica, e di far svolgere alla più grande banca tedesca un ruolo più attivo nel consolidamento bancario in Europa. Lo scorso 23 gennaio Manfred Knof, ceo di Commerzbank, ha raffreddato le attese di una possibile fusione con la rivale, sostenendo che l'iniziativa non è stata discussa dalla banca che intende rimanere indipendente.
L’istituto di credito con sede a Francoforte restituirà 1,6 miliardi di euro agli investitori nel primo semestre di quest'anno, inclusi 675 milioni tramite un ulteriore buyback, che mira a completare nella prima metà del 2024, dopo aver completato quello da 450 milioni nel 2023. Aumenterà sia i buyback sia i dividendi di almeno il 50% anno su anno nel 2024. A valere sul bilancio 2023 ha proposto all’assemblea degli azionisti che si svolgerà a maggio dividendi per 900 milioni, o 0,45 euro per azione, rispetto ai 0,30 euro per azione del 2022. Avendo aumentato l’outlook sul capitale di 3 miliardi nell'ottobre 2023, la banca è ben posizionata per superare il suo obiettivo di distribuzione di capitale di 8 miliardi per il periodo 2021-2025, pagati nel periodo 2022-2026.
Per il 2025 ha proposto un dividendo di 1 euro per azione. «Abbiamo conseguito crescita e solidità patrimoniale assorbendo gli impatti degli investimenti e dei crescenti requisiti di capitale regolamentari. Guardando avanti, con quegli impatti sempre più alle spalle, siamo ben posizionati per accelerare il nostro progresso verso i nostri obiettivi del 2025», ha sottolineato il Cfo, James von Moltke. Inoltre, la banca ha fissato un obiettivo di 32 miliardi di ricavi entro il 2025, dopo aver superato le previsioni precedenti negli ultimi due anni. Quanto ai risparmi sui costi, annunciati in precedenza, porteranno alla riduzione di circa 3.500 posti di lavoro, principalmente nel back office.
Dopo aver beneficiato, come le altre banche, dell'aumento dei tassi di interesse nel 2023, ora Deutsche Bank deve fare i conti con il rallentamento del trading, l’inflazione elevata e gli investimenti per correggere controlli inadeguati (problemi per le controllate Postbank e Dws). I risultati del quarto trimestre del 2023 della banca riflettono questa sfida. Sebbene i ricavi siano aumentati del 5% rispetto all'anno precedente a 6,7 miliardi di euro, sono rimasti al di sotto delle stime degli analisti a causa di una performance più debole del previsto del fixed income & currencies (+1% a 1,5 miliardi). Tuttavia, l'utile netto di pertinenza degli azionisti è sceso del 30% anno su anno a 1,26 miliardi di euro, penalizzato dai costi di ristrutturazione e da altre spese una tantum. Il dato è comunque migliore delle aspettative degli analisti che si aspettavano un utile di circa 700 milioni. L'utile dell'intero esercizio è sceso del 16% a 4,21 miliardi dai 5,03 miliardi dell'anno precedente, battendo anche in questo caso le attese degli analisti (3,664 miliardi). Si tratta del quattordicesimo trimestre consecutivo in utile per la banca tedesca. «La nostra performance nel 2023 sottolinea la forza della nostra strategia di banca globale per i nostri clienti in un contesto incerto», ha commentato il ceo Sewing, evidenziando il miglior risultato ante imposte ottenuto dalla banca in sedici anni, a 5,7 miliardi. (riproduzione riservata)