Il rally delle materie prime dei primi mesi del 2024 non si arresta. Questa mattina il Brent sale dello 0,3%, a 84,21 dollari, dopo essere salito a 84,43 dollari. Il greggio statunitense (Wti) di giugno sale di 23 centesimi a 80,29 dollari al barile, dopo aver toccato gli 80,35 dollari, il massimo dal 1° maggio. Fanno anche meglio oro e argento. L’oro ha nuovamente aggiornato i massimi storici salendo a quota 2.450 dollari l’oncia, ritracciando dopo a 2.443 dollari, ma mantenendo un rialzo di oltre l’1%. Corre anche l’argento, segnando un +2,6% a 32 dollari l’oncia.
A preoccupare gli investitori nella giornata di lunedì è in primo luogo la notizia della scomparsa del presidente iraniano, Ebrahim Raisi, in un incidente aereo. In un contesto geopolitico già esacerbato dalla guerra in Israele, la scomparsa di Raisi contribuisce ad aumentare la tensione geopolitica nell’area. Separatamente, il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, ha rinviato la sua visita in Giappone, prevista per lunedì, a causa di un problema di salute del padre, re Salman, ha detto il capo segretario di gabinetto giapponese, Yoshimasa Hayashi. Domenica l’agenzia di stampa statale dell'Arabia Saudita ha riferito che l’88enne re Salman sarà sottoposto a cure per un'infiammazione ai polmoni. «Ciò si aggiunge allo strato di incertezza che già circonda i mercati energetici questa mattina in seguito alla notizia della scomparsa del presidente iraniano», spiegano da Ig. Secondo gli esperti i prezzi del Wti potrebbero rimbalzare ulteriormente verso 83,50 dollari dopo aver superato la media di 80,02 dollari.
I prezzi dell’oro, oltre a beneficiare dei guadagni in quanto bene rifugio in un contesto di tensione dei mercati, stanno riflettendo il rallentamento del dato sull’inflazione negli Stati Uniti della scorsa settimana che ha fatto aumentare le aspettative che la Federal Reserve possa effettuare presto il primo taglio dei tassi di interesse, mentre l'argento ha toccato il picco da oltre 11 anni. I dati della scorsa settimana hanno mostrato segni di rallentamento dell’inflazione e gli operatori prevedono ora una probabilità del 65% di un taglio dei tassi negli Stati Uniti entro settembre. I future sul minerale di ferro sono tutti in rialzo lunedì, ai massimi degli ultimi tre mesi, dopo che i trader hanno accolto con favore le ultime misure di sostegno della Cina al settore immobiliare in crisi, un comparto che utilizza ingenti volumi di minerale di ferro. In particolare, venerdì la Cina ha annunciato passi «storici» per stabilizzare il proprio settore immobiliare, con la banca centrale che ha annunciato 1.000 miliardi di yuan in finanziamenti aggiuntivi e allentato le regole sui mutui. Il minerale di ferro e l’acciaio sono ampiamente utilizzati nel settore edile e la Cina è il maggior consumatore mondiale di materie prime. (riproduzione riservata)