Secondo i dati rilasciati dall'Amministrazione nazionale dell'energia cinese, nel primo trimestre dell'anno la Cina ha installato 74,33 milioni di kW di nuova capacità eolica e fotovoltaica, portando la capacità cumulativa a 1.482 miliardi di kW e superando per la prima volta quella del carbone.
Questo risultato evidenzia l'accelerazione della transizione energetica cinese verso fonti pulite e a basse emissioni di carbonio. Nel trimestre, il consumo energetico totale è cresciuto del 3,6% su base annua, con le industrie verdi – veicoli elettrici, batterie al litio e fotovoltaico – che hanno mantenuto tassi di crescita elevati.
La quota di consumo energetico non fossile è aumentata di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2024. A fine marzo, tutte le province cinesi registravano una quota di capacità da carbone inferiore al 50%, testimoniando i progressi significativi nella transizione ecologica del settore elettrico.
Mentre gli Stati Uniti promuovono l'estrazione di combustibili fossili e abbandonano gli accordi climatici multilaterali, la Cina si è affermata come leader nella lotta ai cambiamenti climatici. Nei vent'anni successivi all'adozione del principio governativo «Acque limpide e montagne verdi sono miniere d'oro e d'argento», la Cina ha conseguito notevoli progressi nella governance ecologica, coniugando crescita economica e tutela ambientale.
Il Paese è diventato uno di quelli con la riduzione più rapida dell'intensità energetica e il miglioramento più marcato della qualità dell'aria, contribuendo per un quarto all'espansione globale delle aree verdi e realizzando il sistema di energie rinnovabili più ampio e dinamico al mondo, insieme alla catena industriale più completa nel settore delle nuove energie.
Accelerando il proprio sviluppo energetico sostenibile, la Cina ha concretamente promosso la transizione energetica globale, collaborando con oltre 100 Paesi e regioni in iniziative di energia verde, promuovendo la libera circolazione di tecnologie e prodotti sostenibili di qualità, fornendo oltre l'80% dei moduli fotovoltaici mondiali e il 70% delle turbine eoliche, contribuendo a ridurre i costi medi dell'eolico e del fotovoltaico, rispettivamente, di oltre il 60% e l'80%.
L'Unione Europea, principale comunità di Paesi sviluppati, ha storicamente esercitato un ruolo guida nei processi multilaterali. Cina e Ue condividono una visione convergente nella promozione della transizione ecologica e dello sviluppo sostenibile globale. Recentemente, le parti hanno siglato un memorandum d'intesa sulla cooperazione tecnologica verde, impegnandosi a investire congiuntamente 15 miliardi di euro nel prossimo triennio in sei ambiti strategici quali l'idrogeno, l'accumulo energetico e la cattura della CO2, dando vita alla più vasta alleanza transnazionale di ricerca e sviluppo tecnologico verde.
L'iniziativa segna l'evoluzione della cooperazione verde sino-europea da «complementarietà di mercato» a «simbiosi tecnologica», rappresentando una svolta nelle relazioni bilaterali. Con entrambe le realtà che attraversano una fase cruciale di transizione ecologica, il potenziale di cooperazione rimane immenso, e l'accordo trasmette segnali positivi per ulteriori sviluppi.
La cooperazione verde sino-europea si fonda su solide basi: la Cina detiene il 40% della capacità produttiva globale di apparecchiature per le nuove energie, mentre l'Europa dispone del sistema più maturo di mercato del carbonio e finanza verde. Dal 2005, con la firma della Dichiarazione congiunta Cina-Ue sul cambiamento climatico, sono stati realizzati oltre 200 progetti nei settori fotovoltaico ed eolico.
Prendendo come esempio la cooperazione sino-italiana, i due paesi hanno conseguito risultati concreti in materiali e tecnologie per l'energia pulita, efficienza energetica, lotta al cambiamento climatico e protezione della biodiversità. Le aziende eoliche cinesi contribuiscono alla realizzazione del primo parco eolico offshore italiano, mentre i principali operatori fotovoltaici italiani hanno istituito centri di ricerca e sviluppo in Cina, alimentando tangibilmente la transizione ecologica di entrambe le nazioni.
Con la Cina che ha inserito la «civiltà ecologica» nella sua Costituzione e l'Ue che ha integrato la neutralità carbonica nel Green Deal europeo, questa collaborazione fondata su valori comuni e responsabilità internazionale dimostra una resilienza strategica che oltrepassa le oscillazioni geopolitiche, conferendo impulso duraturo alla collaborazione sino-europea. (riproduzione riservata)