Non si punta ai grandi numeri ma a una super boutique. Per Fivers è ben chiaro l’obiettivo da raggiungere per posizionare lo studio legale sul mercato. Dopo il rebranding e l’ufficiale uscita dallo studio di uno dei due managing partner della sede romana, Renato Giallombardo, ora si accelera su Roma. Una fase di consolidamento, ma anche di rilancio, con un focus preciso su qualità, presenza diretta dei partner e crescita organica.
«Milano e Roma sono due porte d’ingresso di un unico studio», spiega Francesco Di Carlo, socio fondatore e managing partner della law firm. «Non possono esistere progetti concorrenti tra le due sedi». Oggi lo studio di Roma incide per circa il 10% sul fatturato, «ma è un dato secondario rispetto alla visione di medio periodo», precisa Di Carlo.
La sede romana, guidata ora solo da Silvia Romanelli, è operativa da febbraio 2024 ed è focalizzata sulle aree di energia, infrastrutture, oltre a rafforzare aree identitarie quali il contenzioso, la regolamentazione assicurativa, l’m&a e il capital market. «Siamo ancora in una fase di sviluppo, ma gli ingredienti giusti ci sono già», commenta Di Carlo. «Abbiamo portato a bordo professionisti di valore, coerenti con il nostro progetto strategico di crescita». Un percorso non ancora concluso con ulteriori ingressi in arrivo per il 2026. Oggi Fivers conta circa 95 professionisti tra Milano e Roma, di cui 20 partner, oltre a tre of counsel.
«Nel nostro modello gli of counsel non sono figure di passaggio: sono professionisti di alto profilo, con attività accademica, che affiancano lo studio e portano un contributo tecnico di valore», sottolinea Di Carlo. Il fatturato di Fivers nel 2024 è stato di 19,2 milioni di euro, in crescita del 13%, con una media superiore ai 250 mila euro per professionista, pur in una fase di crescita dell’organico.
«Non vogliamo diventare uno studio da centinaia di professionisti. Il nostro modello è quello di una super boutique: coniugare la qualità con la capacità operativa di una struttura più ampia», spiega Di Carlo. «Oggi non abbiamo in programma nuove sedi in Italia o all’estero: vogliamo restare uno studio indipendente e domestico. Cresciamo, ma senza tradire il nostro Dna: qualità, presenza e approfondimento tecnico». (riproduzione riservata)