Procede l'attuazione della legge delega per la riforma fiscale. Nel dettaglio, sono sette i decreti attuativi adottati da quando il testo e' stato approvato l'anno scorso. «I principi generali dovrebbero essere la semplificazione del fisco italiano, una graduale riduzione delle imposte a medio termine e il riequilibrio del rapporto cittadino fisco, al momento fortemente squilibrato a favore del secondo», dichiara a Mf-Newswires Alberto Gusmeroli, commercialista e deputato della Lega che alla Camera ricopre il ruolo di presidente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo, a margine del Forum Commercialisti di Italia Oggi. «Non parlerei di fisco amico, ma almeno di fisco un po' meno nemico...».
Tra gli strumenti in mano all'esecutivo per semplificare la materia, l'onorevole cita la mini flat tax, la cedolare secca sugli affitti abitativi e il concordato preventivo, un meccanismo «che può dare frutti». Si tratta di un patto tra partite Iva e Fisco con il quale autonomi e piccole imprese potranno fissare per due anni (2024 e 2025) la cifra di tasse da pagare. L'efficacia di quest'ultimo però, precisa Gusmeroli, «dipenderà molto dalle richieste pratiche. Il concordato preventivo è stato avviato togliendo la barriera della pagella Isa 8 in modo da renderlo più appetibile», prosegue. Circa metà delle partite Iva a cui si rivolge ha un voto superiore all'8, ovvero è già considerata affidabile dal Fisco e dunque è meno interessata al concordato. Lo strumento risulta invece più attraente per chi non raggiunge la valutazione di affidabilità, e così è proprio «togliendo la barriera che il concordato acquista maggior appetibilità e diventa un potenziale nuovo strumento di emersione».
Sulla carta gli obiettivi del concordato sono chiari, ma sull'applicazione pratica il deputato specifica: «Bisogna valutare caso per caso e vedere come verranno elaborate le proposte di concordato preventivo. Chiunque ne faccia richiesta deve essere cosciente che lo strumento può essere un vantaggio se la materia imponibile è maggiore», ma può non essere adatto a chi versa in difficoltà economica. «Allo stato attuale, senza uno storico disponibile, bisogna ragionare caso per caso».
Sul tavolo della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo c'è anche un altro dossier. «Stiamo ultimando l'indagine conoscitiva sull'intelligenza artificiale, studiando l'impatto della tecnologia sulle attività produttive. Questa fase dovrebbe concludersi verso fine febbraio». Parlare di risultati è ancora prematuro, dato che le audizioni sono in corso proprio in questi giorni. Ma non si possono ignorare, da un lato, «i vantaggi concorrenziali immediati di chi usa la tecnologia», e dall'altro «le incognite di lungo periodo sul fronte etico». Anche l'impatto di questo strumento sulla forza lavoro è tema di discussione, non solo per il numero di impieghi in gioco ma anche per i cambiamenti che la tecnologia porta al mercato.
Infine, sulle privatizzazioni Gusmeroli ribadisce la linea dei suoi colleghi, ricordando che «il governo vuole mantenere tutte le partecipazioni di controllo nelle società strategiche e redditizie» di cui detiene delle quote. «C'è una strategia legata alla crescita stessa di queste società», aggiunge. In autunno il Tesoro ha ceduto il 25% del Monte dei Paschi, scendendo dal 64,23% al 39,23% circa del capitale. A giorni scadrà il periodo di lock up in cui il Mef si è impegnato a non vendere sul mercato ulteriori azioni della banca senza il consenso degli joint global coordinator e joint bookrunner. Gli investitori guardano ora ai conti del 2023 di B.Mps, attesi per il 6 febbraio. Di recente poi il ministero ha dato il via libera per la cessione di una quota di Poste Italiane di cui attualmente detiene il 64,26%, il 29,26% direttamente e il 35% tramite Cdp. Lo stesso Giancarlo Giorgetti ha poi chiarito che lo Stato non intende «scendere sotto il 35%» e vuole «tenere il controllo» del gruppo. (riproduzione riservata)