Polymarket resta offline in Italia. Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta d’urgenza presentata dalla piattaforma di prediction market contro il provvedimento con cui, lo scorso 10 luglio, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) ha disposto l’oscuramento del sito. Il blocco rimarrà quindi in vigore almeno fino al 25 agosto, quando il collegio dei giudici sarà chiamato a pronunciarsi sulla richiesta cautelare.
Il presidente della Sezione Quarta Ter ha ritenuto che non sussistano i presupposti dell’«estrema gravità e urgenza» necessari per sospendere immediatamente il provvedimento. Nel decreto si legge che la vicenda «merita il dovuto approfondimento in sede collegiale», rinviando quindi ogni valutazione alla camera di consiglio già fissata per la fine del mese.
Per il momento, dunque, la piattaforma non potrà operare sul mercato italiano.
La vicenda rappresenta un nuovo capitolo del confronto tra le autorità di regolazione e le piattaforme di prediction market, che sostengono di offrire un servizio differente rispetto alle tradizionali scommesse sportive o ai giochi pubblici regolamentati.
Il contenzioso tra Polymarket e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non è nuovo. Già nel novembre 2025 la piattaforma era stata inserita nell’elenco dei siti non autorizzati a offrire servizi riconducibili al gioco pubblico in Italia.
La società aveva sostenuto che la propria attività non fosse assimilabile a quella di un operatore di scommesse, ma a un mercato di previsione basato sullo scambio di quote tra utenti. Il nuovo provvedimento di Adm, adottato a luglio, ha però riaperto il contenzioso.
L'oscuramento della piattaforma ha avuto effetti anche sul fronte commerciale. Il blocco dell’attività in Italia ha infatti portato al sostanziale congelamento dell’accordo triennale di sponsorizzazione sottoscritto con la Lazio.
Secondo quanto riportato da Agipronews, Polymarket verserà comunque al club una parte dell’importo previsto dal contratto, pur in assenza della piena operatività della partnership.
L’Italia non è l’unico Paese ad aver limitato l’attività della piattaforma. Nelle ultime settimane anche la Francia, attraverso l’Autorità nazionale dei giochi (Anj), ha disposto il blocco del sito, contestando un’offerta di gioco non autorizzata.
Provvedimenti analoghi sono stati adottati in Turchia e, con modalità diverse, in Spagna, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Polonia, Portogallo, Ungheria e Repubblica Ceca. Restrizioni sono inoltre in vigore a Singapore, in Cina, Taiwan e Thailandia.
Diversa la situazione nelle Americhe. Polymarket continua a operare in gran parte dell’America Latina, anche se recentemente il sito è stato oscurato in Brasile e Argentina. Negli Stati Uniti e in Canada l’accesso resta generalmente consentito, con l’eccezione della provincia canadese dell’Ontario, mentre il Giappone mantiene aperta la piattaforma. Malta e Gibilterra stanno invece valutando una regolamentazione specifica del settore, seguendo un’impostazione più vicina al modello nordamericano.(riproduzione riservata)