Nuove tecnologie e una rivoluzione nella scala valoriale (in ottica green e di equità sociale) impongono un aggiornamento anche dell’impianto tributario italiano. Su questa linea di pensiero sono state introdotte, con il testo unico dei Tributi Erariali Minori sul tavolo del consiglio dei ministri del 22 luglio, due nuove tasse: l’imposta sui voli dei passeggeri di aerotaxi e quella sugli aeromobili privati.
Da un lato, nasce la tassa sui voli degli aerotaxi, anche quelli effettuati tramite elicottero. L’imposta è in capo a ogni passeggero e varia, come d’altronde succede per ogni servizio di trasporto non pubblico, in proporzione al tragitto percorso: se si rimane sotto i 100 chilometri la tassa è di 10 euro, restando tra i 100 e 1.500 km sale a 100 euro mentre superando i 1.500 km raggiunge quota 200 euro.
Più significativo invece il contributo erariale chiesto a chi «risulti dai pubblici registri come proprietario, usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio, ovvero utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’aeromobile» o di «aeromobili non immatricolati nel Registro tenuto dall’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) ma la cui permanenza nel territorio italiano si protragga per una durata anche non continuativa superiore a sei mesi nell’arco di 12 mesi». Annualmente gli aerei privati con un peso massimo al decollo di 1.000 chili dovranno pagare 0,75 euro al kg di tassa allo Stato italiano, quindi per un massimo di 750 euro, e così a salire: fino a 2 mila kg, 1,25 al kg; fino 4 mila kg, 4euro/kg; fino a 6 mila kg, 5 euro/kg; fino a 8 mila kg, 6,65 euro/kg; fino a 10 mila kg, 7,1 euro/kg; oltre 10 mila kg, 7,6 euro/kg. Per gli elicotteri l’imposta è pari a quella stabilita per gli aeroplani di corrispondente peso ma maggiorata del 50%. Laddove per gli alianti, motoalianti e aerostati privati è prevista una flat tax di 450 euro annuali.
Il Tu dei Tributi Erariali Minori con le sue 43 pagine e 100 articoli non si limita a introdurre nuove tasse ma ricostruisce l’attuale cornice tributaria. Spazia dalle imposte in materia di assicurazioni private e di contratti vitalizi all’imposta dello 0,2% sul trasferimento della proprietà di azioni e altri strumenti partecipativi. Passando per la tassa dell’1,06% sul valore degli immobili all’estero, se questo supera i 200 euro.
Sparito invece all’ultimo minuto dall’ordine del giorno del cdm il ddl Concorrenza, uno dei 69 obiettivi del Pnrr al governo che vanno varati entro il 31 dicembre per accedere alla 7ma rata (18,2 miliardi).
Il rinvio è con ogni probabilità riconducibile all’impossibilità di trovare la quadra, dopo le obiezioni di Bruxelles, sul sistema di revisione delle tariffe autostradali di competenza del ministero dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini.
Dovranno quindi attendere ancora le misure sui dehor e sull’Rc auto, anche se non per molto, stando alle parole del ministro delle Imprese, Adolfo Urso: «Entro pochi giorni il ddl Concorrenza sarà un provvedimento approvato dal cdm, perfettamente nei tempi per concludere il lavoro entro fine anno». (riproduzione riservata)