Fincantieri archivia il primo semestre del 2026 con risultati in forte miglioramento, confermando il percorso di crescita delineato dal piano industriale e consolidando la trasformazione del gruppo in un player sempre più diversificato tra cantieristica navale, difesa e tecnologie subacquee. Dopo aver rivisto al rialzo la guidance in occasione dei conti del primo trimestre, il gruppo guidato da Pierroberto Folgiero conferma ora gli obiettivi per l'intero esercizio, forte di una redditività in crescita, di un indebitamento in ulteriore riduzione e di un carico di lavoro che garantisce visibilità produttiva fino al 2039.
Nei primi sei mesi dell'anno i ricavi sono stabili a quota 4,58 miliardi di euro, qualche milione in più rispetto allo stesso periodo del 2025, ma con una significativa accelerazione registrata nel secondo trimestre, dopo un avvio d'anno penalizzato dall'effetto confronto con la maxi commessa per la Marina indonesiana contabilizzata dodici mesi prima.
L'ebitda è salito del 12,5% a 350 milioni, con un margine cresciuto al 7,6% dal 6,8% del primo semestre dello scorso anno, mentre l'utile netto ha raggiunto il livello record di 102 milioni di euro, quasi triplicato rispetto ai 35 milioni dello stesso periodo del 2025. Anche sul fronte finanziario prosegue il rafforzamento della struttura patrimoniale: la posizione finanziaria netta adjusted è migliorata a 756 milioni di debito rispetto agli 1,31 miliardi di fine 2025, con il rapporto tra indebitamento ed ebitda sceso a una volta, contro 1,9 volte di fine esercizio scorso.
Perfino escludendo l'effetto dell'aumento di capitale concluso a febbraio, la leva finanziaria si riduce a 1,7 volte, già inferiore all'obiettivo di fine anno fissato a 2 volte.
La visibilità sul business continua a rappresentare uno dei principali punti di forza del gruppo. Il carico di lavoro complessivo raggiunge infatti 73,9 miliardi di euro, in crescita del 17% rispetto alla fine del 2025 e pari a circa otto volte i ricavi dello scorso esercizio.
Il backlog sale a 43 miliardi, mentre il portafoglio ordini comprende 92 navi con consegne programmate fino al 2039. Nei primi sei mesi sono stati acquisiti nuovi ordini per 6,1 miliardi, dato che non comprende però i contratti già firmati ma non ancora efficaci, il cui valore complessivo supera ampiamente il target annuale di circa 11 miliardi previsto dal piano industriale 2026-2030. Per questi motivi il management ha confermato la guidance comunicata a maggio.
Fincantieri continua ad attendersi ricavi compresi tra 9,3 e 9,4 miliardi di euro, un ebitda fra 700 e 710 milioni, con un margine di circa il 7,5%, un utile netto tra 140 e 180 milioni e un rapporto di indebitamento pari a circa due volte.
A sostenere la strategia è soprattutto la nascita del polo della subacquea, destinato a diventare il secondo pilastro industriale del gruppo accanto alla cantieristica tradizionale. Nel mese di luglio Fincantieri ha infatti annunciato le acquisizioni di Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm, operazioni finanziate attraverso l'aumento di capitale completato nei primi mesi dell'anno. Le quattro società consentono al gruppo di integrare competenze che spaziano dalla robotica autonoma ai sistemi di comunicazione subacquea, fino ai servizi geofisici offshore, dando vita a un campione europeo in un settore considerato strategico sia per la difesa sia per le infrastrutture energetiche.
Già in occasione dei conti del primo trimestre Folgiero aveva spiegato che il gruppo continuava a valutare ulteriori opportunità di crescita esterna, soprattutto nell'ambito delle soluzioni subacquee non convenzionali, individuate come una delle aree con il maggiore potenziale di sviluppo. I risultati del semestre sembrano rafforzare questa impostazione strategica: la crescita della redditività, il miglioramento della generazione di cassa e un portafoglio ordini ai massimi storici offrono infatti al gruppo la flessibilità necessaria per sostenere la nuova fase di espansione.
Sul fronte commerciale, infine, il semestre è stato segnato anche dall'annuncio dell'accordo tra i governi di Italia e Portogallo per l'acquisizione di tre fregate Fremm Evo destinate alla Marina portoghese, ulteriore conferma del rafforzamento della presenza di Fincantieri nel comparto della difesa europea in una fase di crescente incremento degli investimenti militari del continente. (riproduzione riservata)