Può dormire sonni tranquilli il ceo di Fincantieri Pierroberto Folgiero. Non perché l’ex Maire dovrebbe essere riconfermato per un altro triennio alla guida del gruppo. O perché, con Viking, si è appena candidato ad essere alfiere della transizione verso l’idrogeno dell’industria marittima. O, ancora, perché il settore cruise va a gonfie vele (già 16 miliardi di commesse incassate in poco più di tre mesi).
Nello tsunami dei dazi il titolo Fincantieri alla fine ha perso meno della metà del mercato. È il segno di un turnaround in via di completamento che il top manager ha saldamente ancorato al trend della difesa e ai big spender sovrani. Ottime fondamenta perché, oltretutto, è negli scafi grigi - come Folgiero ama definire le navi militari, a differenza di quelli bianchi delle navi da crociera - che si realizzano i grandi margini nello shipbuilding.
Sono tre gli assi che potrebbero essere calati sul tavolo di Fincantieri che ha già annunciato al mercato obiettivi in crescita per il 2025 (9 miliardi di ricavi ed ebitda margin al 7%). Il primo è la volontà del presidente americano Donald Trump di rilanciare, in funzione anti-cinese, la cantieristica negli Stati Uniti, dove Fincantieri è presente da 15 anni.
La controllata Fincantieri Marine Group, che ha già vinto gli appalti per le fregate della Us Navy, ha quattro stabilimenti (nel Wisconsin e in Florida), siti che possono essere strumentali alla volontà della Casa Bianca. Anche per capacità e tempistiche: ogni anno Fincantieri può consegnare all’America (che di anni ce ne mette 14 per costruirne una) tre grandi portaeree.
In Europa poi, in vista del piano ReArm Europe da 800 miliardi, Folgiero sta dialogando con la Marina per capire i programmi di spesa. Fincantieri sta studiando industrialmente come aumentare la produzione di navi militari e sono in corso le simulazioni del caso sui carichi di lavoro degli stabilimenti. Bisogna farsi trovar pronti a ritarare i carichi di lavoro.
Infine, c’è la partita ThyssenKrupp Marine System (Tkms) in Germania da giocare con il polo della subacquea. A fine estate si capiranno le volontà della casamadre e del governo Merz. Sulla difesa il Cancelliere ha dato segni di forte pragmatismo. Un merger con Tkms, con cui nei prossimi mesi comunque la collaborazione commerciale crescerà ulteriormente, darebbe vita al primo gruppo dei sommergibili al mondo. E «la subacquea è oggi ciò che lo spazio era quaranta anni fa», ripete spesso Folgiero. (riproduzione riservata)