La stabilità del mercato è legata al lavoro dei consulenti finanziari che, minacciato dalla tecnologia, deve lavorare sulla profilatura del cliente. Un aspetto «fondamentale» per il presidente della Consob, Paolo Savona, a cui è stato affidato il messaggio di apertura in occasione della presentazione della Relazione annuale dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei Consulenti Finanziari (Ocf).
«Basta che introduci l’incertezza sul mercato finanziario che già il mercato non funziona più. È inevitabile», ha detto il presidente dell’autority che ha nel suo «breve» discorso: «Avendo parlato anche troppo, alcuni sostengono, ho precisato che io non avrei presentato una presentazione».
E così si è rivolto direttamente ai consulenti finanziari. Anche se la definizione del ruolo, per il presidente, è oramai «obsoleta»: «Non siete consulenti, siete market makers, voi fate il mercato» e per farlo «dovete avere le tecnologie giuste e dovete creare un’iniziativa collettiva».
I giornalisti hanno poi chiesto a Savona, il cui mandato di presidente della Consob scade l’8 marzo dell’anno prossimo, notizie sul suo futuro all’interno dell’Authority. La fiducia del governo «non è mai mancata», ha risposto Savona.
Nel corso del 2025, l’albo unico dei Consulenti ha superato complessivamente la quota dei 53 mila iscritti. Di questi, secondo i numeri del rapporto al 31 dicembre 2024, circa 12 mila donne (23,1%) e 40 mila uomini (76,9%), con un’età media complessiva sotto la soglia dei 52 anni.
Gli iscritti attivi (e cioè coloro che operano concretamente in banche, società di intermediazione mobiliare e Sgr) registrano una crescita del 3,2% rispetto al 2023. Nel corso dell’anno si sono aggiunti 2.755 nuovi professionisti. Si contano, inoltre, 741 consulenti finanziari autonomi, circa 100 in più rispetto allo scorso anno. Tra questi, il 7,7% è rappresentato da donne.
Ed è a loro che si è rivolto il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, intervenendo nella Sala della Regina alla Camera: «Mi piacerebbe poter offrire ai 53 mila consulenti finanziari un nuovo ecosistema che consenta loro di proporre ai clienti altro dal solito indice».
«Ogni momento di passaggio può essere visto come un momento di crisi. Ma la crisi, in cinese, significa possibilità. Per mobilitare l’elefante nella stanza, il risparmio degli italiani, mi piacerebbe che i consulenti finanziari, nel proporre investimenti, avessero un occhio di riguardo per quegli investimenti che fanno lo sviluppo (del Paese, ndr)».
Un Paese che Freni ha definito «endemicamente povero di educazione finanziaria» e in cui c’è bisogno di coesione e collaborazione. «Tutto questo si può fare soltanto se noi politici siamo in grado di offrirvi un’alternativa: e stiamo cercando di farlo, dallo sforzo sulla riforma del Tuf al Fondo dei fondi. L’obiettivo è dare al mercato un ecosistema in cui investire perché conviene, non perché lo dice il governo. Gli investimenti», ha concluso, «non si fanno per decreto legge».
«Il settore mostra un ricambio generazionale tangibile e un rafforzamento della vigilanza, fondamentale per garantire la tutela degli investitori», ha commentato Mauro Maria Marino, presidente dell’Ocf, durante la presentazione. «L’ingresso di giovani e donne (che rappresentano il 29,6% dei nuovi iscritti) valorizza la professione, mentre il controllo rigoroso è alla base di un rapporto di fiducia duraturo tra consulenti e risparmiatori».
Nel corso del 2024, l’Ocf ha anche intensificato l’attività di vigilanza. Stando al rapporto sono stati aperti 554 procedimenti di vigilanza, originati per il 50% da segnalazioni degli intermediari vigilati e per circa un terzo da iniziative dei clienti: un segnale della crescente collaborazione tra attori del sistema e dell’attenzione alla tutela del risparmiatore.
Il Comitato di Vigilanza ha adottato 21 provvedimenti cautelari e un totale di 124 provvedimenti sanzionatori: 22 radiazioni, 53 sospensioni dall’albo per periodi da un minimo di uno a un massimo di quattro mesi, 36 sanzioni pecuniarie, 13 richiami scritti. Inoltre, con riferimento alla vigilanza preventiva sono stati aperti 18 procedimenti sulla base dell’analisi del set di dati ricevuti dai soggetti abilitati. Infine, sono stati selezionati 125 soggetti per controlli programmati, a conferma di un sistema di vigilanza sempre più preventivo e orientato al rischio. (riproduzione riservata)