Alla fine Gianni Infantino si è arreso. Di fronte al fuoco di fila di federazioni e dirigenti che quasi all'unanimità hanno bocciato la sua proposta di vendere quote dei Mondiali a investitori privati, il presidente della Fifa ha deciso di accantonare un progetto. Il piano aveva causato scompiglio nel mondo del calcio, portando la Uefa a minacciare il boicottaggio dei futuri tornei Fifa.
Questo ha portato Infantino a fare marcia indietro, tra le speculazioni secondo cui anche la società di venture capital Thrive Capital, che guidava il gruppo di investitori proposto, avrebbe espresso dubbi al culmine di una settimana che ha minacciato di lacerare il mondo del calcio. La presidenza di Infantino, fino ad allora sicura, è ora sotto forte pressione e resta da vedere se aver accantonato il piano basterà a salvargli la poltrona.
«Il nostro obiettivo è sempre stato - e sarà sempre - unire e migliorare», ha detto Infantino. «Di conseguenza, questa proposta non andrà avanti. D'ora in poi, la mia intenzione è di riunire tutte le parti interessate nei prossimi giorni e settimane, nello spirito di un interesse comune per il nostro sport, e con l'obiettivo di continuare a far crescere il calcio ovunque, in particolare in quei Paesi che hanno maggiormente bisogno del nostro sostegno».
La proposta mirava a raccogliere centinaia di milioni di dollari vendendo una quota significativa dei diritti commerciali dei Mondiali di calcio maschile e femminile e della Coppa del Mondo per club a degli investitori. Prometteva un aumento della distribuzione a «oltre 10 miliardi di dollari» da ripartire tra le 211 federazioni affiliate alla Fifa. Era stata fissata la scadenza del 19 settembre per l'adesione delle federazioni al programma, che offriva un contributo facoltativo di 20 milioni di dollari a coloro che vi avessero partecipato. (riproduzione riservata)