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Fidelity: i 10 titoli più promettenti del settore industriale

20 novembre 2023, 08:50 Ultimo aggiornamento: 08:57

Il 2023 non è certo stato l’anno degli industriali. I maggiori guadagni sono stati macinati dai settori della comunicazione e della tecnologia, con gli investitori entusiasti dei progressi nell’ambito dell’intelligenza artificiale generativa. Per gli esperti di Fidelity, gli investitori rischiano di sottovalutare il potenziale del comparto industriale: «quest’anno i titoli industriali non si sono trovati nel posto giusto al momento giusto», è il commento che arriva da Fidelity. Ma tra gli investimenti federali e quelli da parte delle aziende infrastrutturali, oltre all’eventuale miglioramento del quadro economico, gli analisti individuano un potenziale di crescita a lungo termine. Le difficoltà nelle catene di approvvigionamento emerse in seguito allo scoppio della pandemia e delle recenti tensioni geopolitiche hanno messo a nudo la necessità di una maggior autosufficienza dagli Stati Uniti. Centinaia di miliardi di dollari di finanziamenti federali e altri incentivi sono pronti a essere investiti nel settore infrastrutturale, nell’onshoring/reshoring, in azioni di contrasto al cambiamento climatico e nell’elettrificazione. Tutti investimenti massicci che daranno una spinta alla crescita di lungo termine del comparto industriale. Considerando un orizzonte temporale più ristretto, i titoli industriali potrebbero gradualmente conquistare l’interesse degli investitori grazie a un miglioramento dell’attuale ciclo economico. Negli ultimi 12 mesi l’indice Pmi è sempre risultato in contrazione, «per cui abbiamo validi motivi per ritenere che l’indicatore sia vicino ai minimi, cosa che potrebbe preparare le aziende industriali a una ripresa», commentano da Fidelity. Stesso scenario si prospetta se si guarda ad altri driver come l’andamento delle scorte, i nuovi ordini e la crescita dei prestiti: «essi indicano che il settore manifatturiero è nelle fasi avanzate del ciclo economico e che dovrebbe registrare un miglioramento», commentano a Fidelity, aggiungendo che «la storia insegna che questo è spesso la contingenza migliore per assumere posizioni nel settore industriale». 

 

I titoli industriali vengono distinti da Fidelity in due macrogruppi. Il primo comprende le aziende “a ciclo lungo”, che sono meno sensibili agli shock economici di breve termine in quanto la loro supply chain presenta un gap temporale significativo tra l’effettuazione dell'ordine e la consegna del prodotto. In questa categoria rientrano, per esempio, i player del comparto aerospaziale, i cui intoppi nelle catene di approvvigionamento hanno causato una serie di ritardi nella produzione negli scorsi mesi. Mentre tiene duro la domanda nei mercati emergenti come India e Cina, in quelli sviluppati sta prendendo piede la necessità di rimpiazzare gli aerei più vecchi con i nuovi e più efficienti, vista anche la forte ripresa del traffico aereo post pandemia. Tra le aziende che potrebbero beneficiare di tale situazione Fidelity individua Boeing, General Electric e Howmet Aerospace. A queste si aggiungono le aziende che forniscono ricambi e servizi aftermarket, come il gruppo TransDigm. «Nuove opportunità potrebbero derivare da un incremento della spesa per i servizi elettrici», fanno sapere gli esperti. Ad esempio, la californiana Pacific Gas & Electric ha annunciato nel 2021 l’impegno di interrare 10 miliardi di linee elettriche in California per contribuire a limitare il rischio di grandi incendi e contrastare il cambiamento climatico. Investimenti questi che creerebbero opportunità per le aziende che forniscono infrastrutture per i servizi elettrici.

 

Il secondo macrogruppo è, invece, quello delle aziende industriali a "ciclo breve", più sensibili al trend economico di breve termine. Appartengono a questa categoria il settore dei trasporti su strada e quello edile. La carenza di alloggi negli Stati Uniti ha determinato un aumento della domanda per l’edilizia residenziale. A beneficiare di tale situazione ci sarebbe la statunitense The AZEK Company, azienda produttrice di una varietà di componenti esterni per abitazioni, come rivestimenti e terrazze, così come la texana Tecnologie Trane e l’irlandese Johnson Controls International. Queste ultime due si occupano di sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria a ridotto impatto ambientale. Infine, «intravediamo opportunità di crescita nei servizi di trasporto merci di dimensioni più piccole che viaggiano su camion condivisi da più spedizionieri” commentano gli analisti. Nel mirino in questo caso ci sono Saia e XPO.



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