Si apre la partita dei rimedi antitrust per Fibercop e Tim. L’Agcm ha pubblicato i rimedi proposti dalle due società per mitigare gli impatti sulla concorrenza del master service agreement, ossia il contratto che regola i loro rapporti a lungo termine tra i gruppi.
Tre i punti critici, di cui i primi due i più attenzionati dai concorrenti delle società guidate da Massimo Sarmi e Pietro Labriola: l’obbligo per Tim di usare solo rete Fibercop per 30 anni (15+15); gli sconti concessi in base ai volumi di clienti; la possibilità per Tim di usare in esclusiva linee dedicate ad alcuni clienti aziendali.
Per risolvere il tema della durata dell’esclusiva, Fibercop propone una ripartizione geografica in tre gruppi: le aree dove esiste una sola rete (aree bianche); 175 comuni delle aree nere (di fatto quelli con più unità immobiliari), chiamato cluster 2; il resto d’Italia (composto dal resto di aree nere e grigie), definito cluster 3.
Nelle aree bianche, Fibercop vuole mantenere quanto previsto ora dall’msa: 30 anni di esclusiva. Nel cluster 2 e 3 le differenze sono minime: tre o quattro anni per il proprio roll-out della fibra ottica seguiti da 10 anni di esclusiva sulle unità immobiliari coperte nel primo triennio e sei anni in cui vincola Tim a mantenere lo stesso numero minimo di clienti attivi con Fibercop, pena l’impossibilità di stipulare accordi con altri operatori infrastrutturali nel caso in cui tale soglia non venga rispettata.
Inoltre, nelle zone dove non è presente Fibercop la società della rete si è impegnata a contenere le commissioni applicate a Tim per i servizi attivi forniti su linee di terzi a un massimo del 5% del prezzo all’ingrosso dell’operatore terzo.
Il rimedio proposto per gli sconti concessi sui volumi, di fatto, è aprire agli operatori concorrenti di Tim la possibilità di aderire alle condizioni dell’msa. Inoltre, Fibercop ha lanciato un’altra offerta, che prevede un tariffario fisso per i servizi passivi e sconti (anche sostanziali) sui servizi attivi in base ai volumi. L’offerta prevede anche altri sconti per clienti nelle aree nere o per accordi in esclusiva.
Sull’ultimo punto critico, il rimedio proposto è il più netto: nel caso in cui Tim perda quel cliente business e Fibercop non avesse modo di soddisfare la richiesta di un altro operatore per servirlo, Tim si impegna a rinunciare all’esclusiva su quelle linee.
Il regulator guidato da Roberto Rustichelli ha concesso fino al 30 settembre ai concorrenti per presentare obiezioni, mentre le controdeduzioni di Fibercop e Tim dovranno arrivare entro il 30 ottobre. Solo successivamente l’Antitrust deciderà sui rimedi definitivi.
Secondo quanto raccolto da MF-Milano Finanza, le prime analisi avrebbero lasciato freddo almeno una parte del mercato sulla mitigazione dei potenziali impatti negativi sulla concorrenza dell’msa. Nel mirino dei alcuni operatori ci sarebbero la scelta di proporre sconti solo sui servizi attivi, che da una parte disincentiverebbe investimenti infrastrutturali e dall’altra non consentirebbe ad alcun operatore di raggiungere i volumi (e quindi gli sconti) di Tim.
Inoltre la scelta di mantenere i 30 anni di esclusiva nelle aree bianche - dove la maggior parte dei clienti Fibercop viaggia ancora su rame - potrebbe per i concorrenti disincentivare la migrazione all’ftth dei clienti Tim. (riproduzione riservata)