Dopo oltre un anno di procedimento, ecco i rimedi imposti dall’Antitrust al master service agreement tra Fibercop e Tim. Rispetto alla versione presentata a luglio scorso, Agcm ha imposto alcune modifiche dopo aver ricevuto i rilievi degli operatori concorrenti.
La durata del procedimento (oltre 14 mesi) testimonia la delicatezza della materia per tutti gli attori coinvolti. Al centro dell’attenzione c’erano in particolare due punti critici: la durata dell’obbligo per l’operatore guidato da Pietro Labriola di usare solo rete Fibercop per 30 anni (15+15); gli sconti concessi in base ai volumi di clienti e solo sui servizi attivi.
Per risolvere il tema della durata dell’esclusiva, la società della rete guidata dal presidente e ceo Massimo Sarmi ha proposto una ripartizione geografica in tre gruppi, modificati rispetto alla prima versione sia nella loro estensione sia nella durata dell’esclusiva.
Il cluster 1 è composto da tutte le aree dove è presente un solo operatore e oggetto di bandi pubblici per il rollout della fibra. Non più solo le aree bianche quindi, come nella prima versione, ma anche le aree grigie oggetto del piano Italia a 1 Giga. In questo gruppo l’esclusiva viene ridotta a 10 anni (dai 15+15 della prima proposta), a cui si aggiungono altri 5 anni solo per i civici raggiunti con investimenti propri di Fibercop. Il mantenimento del 15+15 anni era stato particolarmente criticato dai concorrenti, in quanto le unità immobiliari collegate dall’infrastruttura di Fibercop in quelle zone erano solo una parte del totale.
Nel cluster 2 sono presenti 330 comuni (e non più 175 della proposta estiva), che sono di fatto le aree nere pari a circa il 10% del territorio. In questa zona Fibercop ha 3 anni per completare il rollout della fibra in cui mantiene l’esclusiva di fornire i clienti di Tim anche tramite la rete di un altro operatore wholesale. Al termine dei 3 anni, parte un’esclusiva di 10 anni relativamente solo all’infrastruttura Fibercop. Successivamente, Tim sarà impegnata per altri 6 anni a mantenere lo stesso numero di linee medio attivo negli ultimi 2 anni di esclusiva decennale.
Nel cluster 3 – di fatto le aree grigie non oggetto di bandi pubblici e dove Fibercop sta concentrando gli investimenti per arrivare a 13-13,5 milioni di unità immobiliari collegate – è prevista un’esclusiva di 4 anni sul modello del cluster 2 per completare il rollout della fibra con target specifici, a cui segue un’altra esclusiva di 10 anni relativamente alla rete Fibercop. Anche nel cluster 3, Tim dovrà mantenere per 6 anni il mantenimento dei volumi.
Fibercop si è impegnata anche a fornire al mercato una proposta parallela a quella riservata a Tim. L’offerta prevede che il tariffario per i servizi passivi sia quello imposto dal listino Agcom, senza prevedere sconti.
Sconti sui volumi, invece, sono concessi sulla fornitura di servizi attivi, con l’incremento del taglio al prezzo per unità immobiliare a seconda della quota di mercato coperta dalla rete Fibercop. Ulteriori sconti per unità immobiliare sono previsti in caso di attivazioni di linee in aree nere dove sono presenti anche altri operatori e in caso di accordi in esclusiva tra gli altri operatori e Fibercop.
I concorrenti criticavano l’impostazione degli sconti solo sui servizi attivi perché renderebbe svantaggioso effettuare gli investimenti secondari sull’infrastruttura per differenziarsi sul mercato e gli sconti su volumi perché nessuno è in grado di replicare i volumi di Tim, e perciò per i concorrenti questo genererebbe un vantaggio competitivo per l’ex incumbent.
Da parte sua, Tim si è impegnata a mettere a disposizione di Fibercop alcune linee dedicate a clienti aziendali su cui manteneva l’esclusiva. Nel caso in cui Tim perda quel cliente business e Fibercop non avesse modo di soddisfare la richiesta di un altro operatore per servirlo, Tim si è impegnata a rinunciare all’esclusiva su quelle linee ricevendo una compensazione economica legata al valore di mercato di quella linea.
Fibercop ha commentato con una nota la decisione dell’Antitrust, accogliendola «con soddisfazione». L’Agcm «ha accettato gli impegni presentati da Fibercop e Tim, chiudendo il caso senza accertamenti di violazioni della normativa antitrust né riconoscimenti di responsabilità». Sul tema della durata dell’esclusiva, per Fibercop l’Antitrust ha riconosciuto «il ruolo centrale» della società «nel sostegno agli investimenti nelle reti ad altissima capacità».
Per quanto riguarda le offerte, invece, Fibercop conferma che quelle rivolte a Tim «sono disponibili a tutto il mercato secondo il principio di non-discriminazione e si è impegnata a mettere a disposizione degli operatori un’offerta parallela al Msa, che combina elementi passivi e attivi, ampliando ulteriormente le opportunità di scelta e promuovendo una maggiore apertura competitiva». (riproduzione riservata)