Un rosso di oltre 300 milioni di euro in sei mesi, pesantemente influenzato dalle spese straordinarie per lo scorporo. Sono i dati finanziari aggiuntivi di Fibercop che emergono dalla presentazione pubblicata sul sito dalla società, che gestisce l’ex rete Tim, il giorno dopo l’annuncio dei risultati pre-consuntivi per il 2024. Il rosso tra luglio e dicembre, nel dettaglio, ammonta a 302 milioni. Le perdite per l’intero anno, invece, non sono ancora note, ma sarebbero più contenute rispetto a quelle del semestre.
A fare da contraltare, come emerge dalle tabelle, sono i costi dello scorporo della rete. Per l’intero 2024, infatti, Fibercop conteggia 335 milioni di euro di costi eccezionali e non ricorrenti. Nel dettaglio la società del consorzio di investitori guidato da Kkr e Mef ha dovuto accantonare 223 milioni relativi a costi di trasformazione, 93 milioni di spese eccezionali legati allo scorporo e altri 19 milioni di spese one-off (di cui 12 milioni legati all’accordo di solidarietà degli ex dipendenti Tim).
Guardando ai soli sei mesi di effettiva esistenza del gruppo, nel nuovo perimetro i ricavi sono stati di 1,9 miliardi, l’ebitda organico di 1,1 miliardi e l’ebitda di 779 milioni. Per l’intero anno (pro-forma) i ricavi ammontano invece a 3,9 miliardi, a fronte di un ebitda after lease di 1,9 miliardi, e con investimenti complessivi in crescita a 2,4 miliardi di euro.
Nella presentazione emerge anche lo spacchettamento dei ricavi in base all’operatore di provenienza per i risultati pro-forma del 2024. Il 48% dei ricavi deriva da Tim, il 27% da Swisscom, di cui il 14% da Fastweb e il 13% da Vodafone. A seguire Windtre (il 10% dei ricavi), Open Fiber (3%) e Tiscali (1%), mentre il restante 10% da altri clienti.
Nel complesso i quasi 3,9 miliardi di ricavi derivano per il 65% dal business b2b2c, mentre per il 35% da business b2b. Del 65% derivante dal settore b2b2c, quasi 1,5 miliardi di ricavi provengono dall’Fttc, 380 milioni dall’Ftth e 595 milioni dall’adsl.
In totale Fibercop ha un indebitamento di 10,2 miliardi di euro. Come annunciato dalla stessa società, i 3 miliardi di liquidità (2 miliardi di linee di credito revolving e un miliardo di cassa) coprono il debito fino al 2028.
Lo scaglione pù grosso del debito è nel 2029, quando scadono 4,7 miliardi di linee di credito garantite senior dalle banche e 500 milioni di obbligazioni.